Adesso il sogno è di ritrovarsi nuovamente l’una contro l’altra in finale. Ancora a Wimbledon, dove è accaduto per l’ultima volta in uno Slam. Correva l’anno 2009 e le sorelle Williams si giocarono in famiglia il più prestigioso torneo al mondo. La seconda giovinezza di Venus, approdata alla semifinale con una vittoria in due set contro Yaroslava Shvedova, e la consueta marcia di Serena ripropongono la possibilità di godersi l’ennesimo capitolo della sfida tra sorelle per la alzare il Rosewater Dish. È già accaduto 8 volte negli Slam, con l’attuale numero 1 vincitrice in sei occasioni. L’ultimo ostacolo per Venus si chiama Angelique Kerber, alla ricerca di un altra trionfo dopo gli Australian; mentre Serena dovrà vedersela contro la russa Elena Vesnina.

Venus (anagraficamente) come Navratilova – Per la maggiore delle sorelle Williams si tratta di un ritorno in semifinale sull’erba di Wimbledon, dove a 36 o più anni l’ultima a riuscirci era stata Martina Navratilova nel 1994, poi sconfitta nel match per il titolo da Conchita Martinez. Venus ha trionfato 5 volte all’All England Club su 19 partecipazioni. L’ultima tappa di avvicinamento verso un possibile sesto trionfo è stato un comodo 7-6 6-2 alla Shvedova, crollata dopo aver perso la chance di vincere il primo set. Il prossimo ostacolo è assai più duro, perché la Kerber è in uno stato di grazia e vuole dare la caccia al primo posto nel ranking WTA. La tedesca può riuscirci se Serena non dovesse arrivare in finale e lei dovesse riuscirci e poi vincerla. Intanto con i k.o. di Muguruza e Radwanska è già certa di ritrovarsi al n.2 da lunedì. Ma non le basta, perché sta giocando un gran tennis e vuole ‘monetizzare’ in termini di risultati dopo aver trionfato già agli Australian Open a inizio stagione. Per stendere Simona Halep (5) nei quarti le sono serviti 90 minuti durante i quali il servizio è saltato ben 13 volte. Un match bello e combattuto, risolto dalla Kerber sul 7-5 7-6 con un tie-break quasi perfetto nel quale la romena ha raccolto appena 2 punti.

Serena (come numero di vittorie) la avvicina – Se la più grande delle sorelle Williams può sedersi accanto alla Navratilova, Serena pare destinata a superarla in questa stagione. Non sotto il profilo della longevità, ma delle vittorie negli Slam. Il doppio 6-4 rifilato ad Anastasia Pavlyuchenkova e valso l’accesso in semifinale (la decima ai Championships) rappresenta il 302esimo successo nei quattro maggiori tornei al mondo. Se porterà a casa il trofeo, basteranno tre match vinti agli US Open di settembre per superare la sua connazionale. Il primo ostacolo verso il record si chiama Elena Vesnina, che ha liquidato per 6-2 6-2 Dominika Cibulkova conquistando la sua prima semifinale in uno Slam. La russa ha dovuto combattere per appena 77 minuti contro la 27enne slovacca, che abbandona Londra e potrà così sposarsi il prossimo sabato. Il match è stato senza storia: basti pensare che Vesnina non ha concesso neanche una palla break e ha chiuso il decisivo ottavo game del secondo set con due ace e lasciando a zero la Cibulkova. Contro Serena, alla caccia di un trofeo Slam che le manca proprio da Wimbledon 2015 e con in testa la prospettiva di affrontare la sorella in finale, sarà tutta un’altra storia.

Berdych avanti tra gli uomini – Nella giornata dedicata ai quarti femminili, l’unico match del tabellone uomini è stato quello tra Tomas Berdych e Jiri Vesely. La partita era stata interrotta per l’oscurità lunedì, dopo quattro set. La notte ha portato consiglio a Berdych, fermato più volte a un passo dalla vittoria prima che calassero le tenebre, e si è sbarazzato con un 6-3 finale del connazionale. Nei quarti è atteso dalla sorpresa Lucas Pouille per decidere l’avversario in semifinale del vincente tra Andy Murray e Jo-Wilfried Tsonga.