Nuovo appuntamento con il critico cinematografico Massimo Bertarelli e il suo Critical Max, rubrica settimanale dedicata al commento dei film in uscita nelle sale italiane.

Si comincia con “Il piano di Maggie – A cosa servono gli uomini” di Rebecca Miller. Positivo il giudizio del giornalista: “E’ una bella commedia sentimentale americana, ben fornita di ironia più che di umorismo vero e proprio. La protagonista, Maggie, è interpretata dalla bravissima Greta Gerwig, purtroppo misconosciuta, e la storia si svolge secondo un meccanismo sorprendente, ben raccontato. Altrettanto bravissima Julian Moore. L’unico appunto che devo fare: è troppo schierato dalla parte delle donne“.

Secondo lungometraggio commentato è “La battaglia degli imperi – Dragon Blade” di Daniel Lee [II]: “E’ un fumettone para-storico, ma molto ‘para’. E’ ambientato nella Cina del 50 a. C., dove si incrociano guerrieri cinesi, romani e unni. La storia è divertente e raccontata bene con l’aiuto del computer, di un drone e soprattutto di tantissima fantasia”.

Si passa poi al giapponese “Tokyo Love Hotel” di Hiroki Ryuichi, movie che Bertarelli paragona al “Grande hotel” (1932) di Edmund Goulding, con Greta Garbo: “E’ un film sentimentale, in fin dei conti. E’ ambientato in un alberguccio a ore, dove si intersecano tante storie di tantissimi personaggi, ognuno dei quali nasconde al partner la verità. Poi per gli strani incroci della vita e del destino tutti scopriranno l’altra faccia della realtà. E’ un film raccontato bene e la durata extra-long, due ore e un quarto, non dà fastidio. Gli attori sono bravi. Un’avvertenza ai guardoni: si vede poco o niente“.

Ultimo film di questa settimana è “A Girl Walks Home Alone At Night” di Ana Lily Amirpour: “E’ un film davvero divertente e sorprendente, un horror iraniano, del resto, non si vede tutti i giorni. E’ una specie di guazzabuglio horror-umoristico in bianco e nero, incentrato su una specie di vampira che caccia magnacci, prostitute, ladri e la feccia della città. Credo proprio che questo film piacerebbe molto ad Almodóvar

Regia di Samuele Orini, testo di Gisella Ruccia, collaborazione di Simona Marfè