Autori profondamente diversi Quentin Tarantino e Alejandro González Iñárritu hanno indagato sull’America del selvaggio West con due recenti opere da Oscar. Vicende che scorrono durante la stessa stagione, l’inverno, ma collocate una cinquantina d’anni una dall’altra. Nelle sale italiane The Hateful Eight e The Revenant sono usciti a gennaio e adesso tornano in homevideo con i rispettivi contenuti speciali

Era da Corvo Rosso non avrai il mio scalpo che non si vedeva un western sulla neve. Qualche spolverata veniva anche dal Cavaliere Pallido, ma The Revenant di Alejandro González Iñárritu, e contemporaneamente Quentin Tarantino con il suo The Hateful Eight hanno abbassato il termometro portando le loro storie in un West dalle location ai limiti dell’accessibile. Infatti, per entrambi, gli esterni sono location e non studios. Riguardo a Iñárritu, quella di Hugh Glass, il cacciatore di pelli sopravvissuto all’attacco di un orso, è una storia vera accaduta nel Missouri, Anno Domini 1823. Remake di Uomo bianco, va’ col tuo Dio, dal Richard Harris del ’71 siamo passati al Leonardo DiCaprio meritevole dell’agognato Oscar. Gli otto nuovi personaggi tarantiniani vivono invece il loro malfidato incontro qualche anno dopo la Guerra di Secessione Americana, terminata nel 1865. La distanza spazio-temporale di quasi cinquant’anni e i due stati del nord Usa, Wyoming e Missouri dove sono ambientate, colloca le due storie in modo inconsueto per il genere.

Il West di Iñárritu consiste in un angolo remoto del passato americano, una scheggia di società vissuta in condizioni estreme, quasi animalesche. Passato il periodo di sala non è più una novità che il lato più oscuro di questa comunità, i cacciatori di pelli, abbia elevato ulteriormente l’essenza registica anche per merito delle sfumature metafisiche realizzate dal direttore della fotografia Emmanuel Lubezki. Si rivela una novità, invece, il sostanzioso documentario A World Unseen, contenuto negli extra dell’edizione Blu-Ray. Il film ti aggredisce con la poetica a tutto campo dell’autore ma in forma più prosaica viene fuori dal doc il rapporto primordiale uomo/natura a scandire cuore e testa di Revenant. Questo vale dal cambio improvviso di location per inaspettata mancanza di neve (Argentina per il Canada) alle testimonianze di Indiani d’America prestati al set, e dal racconto di una civiltà decimata dal moderno occidente fino al messaggio ambientalista di DiCaprio, che rispecchia il mood creativo dell’intero lavoro.

Neve, freddo e West sono i fattori che avvicinano due profonde diversità come quelle di Iñárritu e Tarantino. Con The Hateful Eight si mette in scena un western moderno e con i piedi ben piantati nel genere, ma dai modi sfruffoni che abbiamo imparato ad amare. Classico nello stile del regista di Knoxville. La recente abolizione dello schiavismo al tempo della vicenda è perno forte per costruirci i personaggi, a partire dal grande e ingiustamente escluso dagli Oscar Samuel L. Jackson. Però qui diversamente da Revenant lo scontro è solo umano. O meglio tra uomini. La natura ostile della tormenta di neve costituisce soltanto l’escamotage perfetto per costringere in un piccolo ambiente (l’Emporio di Minnie) otto personaggi in cerca d’autore e di guai che trovano decisamente entrambi. I contenuti speciali della versione homevideo vantano molte featurette, ma più che un approfondimento ragionato sui vari reparti del set si tira su uno spottone diviso in singoli attori/personaggi. Certamente brioso, ma con poche chicche e molti complimenti reciproci. S’inizia a giocare più duro nel capitolo sul formato, il glorioso Ultra-Panavision 70mm, con la storia delle famigerate lenti d’annata scovate dal direttore della fotografia Robert Richardson.

Gli spartiti premiati con l’Oscar a Ennio Morricone per la Migliore colonna sonora sono accompagnati da un breve backstage dell’Orchestra Sinfonica Nazionale di Praga, città quest’ultima dov’è stato registrato il soundtrack sotto la direzione del maestro italiano, e alla presenza del regista. Mentre i B-roll presentano ciak con Jackson e Kurt Russell sotto le nevicate del Colorado (location sostitutiva per il Wyoming). Contro la calura estiva arene all’aperto con film innevati sarebbero l’ideale per rinfrescarsi almeno con la fantasia. Le versioni homevideo, soprattutto la Ultra HD in 4k di Revenant, offrono comunque uno spettacolo casalingo superiore alla media.

@FranceDiBrigida