Lo sai che ci hanno detto? Che assumono solo stranieri“. “Li hanno già assunti perché costano di meno“. Mimmo e Gheorghe. Uno è carpentiere e l’altro aiutante operaio. Due storie che si intrecciano all’ingresso di “Tempa Rossa”, il cantiere di Corleto Perticara (in provincia di Potenza) dove la multinazionale del petrolio Total sta realizzando il centro oli più grande d’Italia (leggi il reportage). Dall’inchiesta che ha portato alle dimissioni dell’ex ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, al blocco del cantiere organizzato mercoledì mattina dalla Cgil, il passo è breve: gli operai hanno, infatti, protestato contro la Total e contro le scelte delle aziende subappaltatrici per dire no al mancato rinnovo dei contratti di parte degli operai che hanno bloccato l’ingresso della struttura.

“C’è gente che lavora qui da un anno e mezzo – dice il segretario provinciale del sindacato Vincenzo Esposito – e non si capisce qual è la ragione di questo. Si può solamente pensare che assumendo lavoratori non nazionali ci sia una riduzione dei costi“. “Noi a casa e loro firmano il contratto“, urlano gli operai mostrando un video in cui ieri mattina stessa le aziende assumevano manodopera straniera. “È una provocazione. Non vogliamo niente ma solo un po’ di lavoro. Io sono lo straniero in Italia. Ma lo avete capito che non abbiamo nulla da mangiare?”, dice un altro operaio in faccia a uno dei dirigenti della Total. Con la disoccupazione che c’è, andiamo ad attingere forze lavorative in Romania, Albania e Polonia. Ma di che cazzo stiamo parlando? Quelli sono ricattabili e noi no”.

Un’apparente guerra tra poveri dietro la quale si nasconde, sospetta il sindacato, lo sfruttamento di manodopera straniera a basso costo (da 9 euro l’ora per un operaio italiano a 5 euro per uno straniero). Intanto, il blocco del cantiere ha costretto le aziende subappaltatrici a fare un passo indietro. Al termine di un incontro tenuto alla Regione Basilicata hanno garantito il rinnovo dei contratti a scadenza e il richiamo di una quarantina di operai che erano stati mandati a casa nelle ultime settimane. Resta da capire se “Tempa Rossa” stia diventando la Rosarno degli operai edili e metalmeccanici.