E’ stato fermato dai carabinieri e interrogato per tutta la notte. Ai militari ha detto di “non aver nessun rimpianto” per aver ucciso a coltellate la transessuale brasiliana di 45 anni Gilberto Manoel Da Silva, nel suo appartamento di via Fiume a Firenze, e l’amica 27enne dominicana Mariela Josefina Santos Cruz.

Mirco Alessi, 42 anni, ha spiegato anche perché lo ha fatto: da due anni aveva una relazione stabile con la transessuale, che nell’ultimo periodo, però, aveva iniziato a estorcergli denaro minacciandolo di rendere pubblica la loro storia. Per questo, stando alla sua confessione, all’alba di mercoledì 29 giugno è andato a casa del transessuale, a due passi dalla stazione Santa Maria Novella, con la precisa intenzione di ucciderla. Mentre Mariela Josefina Santos Cruz è stata uccisa solo perché si trovava nell’abitazione. Una terza ragazza, dominicana di 25 anni, è riuscita a salvarsi gettandosi da una finestra.

Dopo una fuga durata quasi un giorno, ieri sera Alessi ha telefonato ai carabinieri per costituirsi. “L’ho fatto io e non lo rimpiango” ha detto nel corso della telefonata al 112 con cui chiedeva ai militari: “Che devo fare per farmi prendere?”. Il killer al momento della telefonata, intorno alle 21,30, si trovava a Monticiano (Siena) dove è stato poi arrestato. “Sono tranquillo, non ho rimpianti ed è giusto che paghi. Poi racconterò le mie motivazioni”. Quando i militari sono arrivati per mettergli le manette, Alessi non ha opposto resistenza ed è stato portato prima in questura a Siena e nel carcere di Santo Spirito dopo l’interrogatorio durato oltre un’ora durante il quale ha confessato gli omicidi, la premeditazione e anche l’uso di cocaina.

Poco prima di chiamare il 112, Alessi ha anche incontrato in strada a Monticiano una donna alla quale, secondo quanto riferito dai carabinieri, ha detto: “Mi sei simpatica, ti voglio confessare una cosa”. La donna aveva poi avvertito i carabinieri della locale stazione che si sono messi subito sulle tracce dell’uomo rintracciandolo in mezzo alla gente nella piazza del paese. Prima di essere localizzato e fermato, Alessi ha anche telefonato ai genitori dicendo “di aver fatto una cazzata”. “Babbo ho fatto un macello. Ho ammazzato tre prostitute”. Lo stesso padre ha subito avvertito i carabinieri. A un amico ha invece detto di essere “pieno di sangue”, ma di essere “tranquillissimo”.

La prima a cadere sotto i colpi inferti con un coltello da cucina trovato poi nell’abitazione è stato Gilberto Manoel Da Silva. Poi è stata la volta di Mariela Josefina Santos Cruz, che insieme all’amica forse si era affacciata dalla loro camera sentendo le urla provenire dalla stanza vicina. Le due ragazze erano ospiti nell’appartamento dove il trans sembra si prostituisse da tempo. La 27enne, nonostante un’ampia ferita su un fianco, ha tentato di fuggire per le scale, mentre l’amica, anche lei dominicana, 25 anni, in preda al panico si è gettata dalla finestra della stanza, al primo piano, finendo sul marciapiede. I soccorritori hanno trovata la prima giovane, che è morta poco dopo il suo arrivo in ospedale, in una pozza di sangue nell’androne del palazzo, la seconda sul marciapiede.

Dopo la mattanza, Alessi è fuggito e ha raggiunto la sua abitazione in via Palazzuolo. Qui, dove vive da solo dopo la separazione dalla moglie (la coppia ha anche un figlio), si è cambiato gli abiti insanguinati, trovati dai carabinieri, ha preso le chiavi dell’auto ed scappato chiamando i genitori. I contatti sono andati avanti fino a mezzogiorno. Poi il cellulare è stato spento. Infine la chiamata in serata al 112 di Siena per mettere fine a una fuga senza speranza.