Amici, parenti ma soprattutto gente comune: sono state tantissime le persone che nella mattina del 29 giugno hanno dato l’ultimo saluto all’attore Bud Spencer, alias Carlo Pedersoli, morto lo scorso 27 giugno. Nella camera ardente, disposta nella sala della Protomoteca al Campidoglio a Roma e aperta in anticipo, una folla silenziosa ha deposto fiori ma anche oggetti e ricordi, chiedendo il permesso ai tre figli Giuseppe, Christiana e Diamante, e ai nipoti, che hanno scambiano con loro strette di mano, parole e sorrisi. “Era un grande, siamo qui per lui”, hanno detto gli ammiratori, tra cui tanti giovani ma anche famiglie con bambini piccoli.

“E’ fantastico il calore di tutte le persone che sono venute qui stando sotto il sole, le ringrazio”, ha detto il figlio Giuseppe, che così ha ricordato il padre: “Mio padre è stato un personaggio che ha preferito la dimensione privata ma che ha meritato, non so perché, tanto affetto. Non me lo ricordo mai triste, ma sempre con un sorriso” e anche quando se n’è andato l’ha fatto “serenamente” e “non per una malattia, come hanno scritto alcuni giornali”. Della stessa idea anche la sorella, Christiana: “Lo ricorderò sempre per il suo sorriso – ha detto – Questo è il messaggio più grande di mio padre: prendere la vita così come viene nel bene e nel male e andare avanti. E le persone l’hanno capito: l’abbiamo visto anche oggi con l’abbraccio di tutta questa gente che è venuta ad omaggiarlo”. E ha aggiunto commossa: “Il ricordo più bello di mio padre? La sua libertà prima di tutto, ma anche la sua curiosità. Era curioso di vedere cosa c’era nell’aldilà e ora lo so che sta già danzando tra le stelle”.

Tra coloro che hanno omaggiato Bud Spencer anche alcuni politici. A rappresentare il Comune di Roma il sindaco Virginia Raggi: “Molti di noi sono cresciuti con i suoi film, in cui il bene vinceva sempre sul male – ha detto tra l’altro – Con grande ironia e semplicità riusciva a incoraggiare soprattutto i più giovani”. A omaggiare l’attore anche l’ex sindaco Gianni Alemanno con la moglie Isabella Rauti e il parlamentare M5s Roberto Fico. Ma poi l’ex campione di tennis Nicola Pietrangeli, l’attore Massimo Ghini e anche una delegazione delle Fiamme Oro, sua società quando nuotava.

Tra una scatola di fagioli lasciata da un fan e le corone di fiori del Campidoglio e della Regione, mentre è stata diffusa la musica delle colonne sonore dei suoi film, una bandiera della Lazio è stata lasciata da Maurizio Manzini, team manager della società, in omaggio al suo passato di atleta nella Polisportiva biancoceleste: “Era un grande laziale oltre che un grande attore e un grande uomo. E’ venuto a Formello a trovarci un paio di volte, anche se era una persona molto riservata. Ho voluto portargli qui la bandiera della Lazio a nome della società”, ha detto il dirigente, stendendo ai piedi del feretro una bandiera con l’aquilotto della squadra. Oltre alla squadra di calcio del cuore, sono giunti in Campidoglio anche alcuni rugbisti delle Fiamme Oro che hanno deposto un fiore ai piedi del feretro.

Anche la città di Napoli (l’attore è nato a Borgo Santa Lucia) ha reso omaggio a Bud Spencer con un gonfalone della città partenopea. Mentre il sindaco, Luigi de Magistris, ha scritto in un post su Facebook: “Ciao uomo grande e tenero”, con tanto di foto che lo ritrae assieme al “gigante buono”. E tra foto, messaggi e ricordi, l’onda della commozione ha invaso anche il web, su cui sono state postate soprattutto citazioni dei suoi film: da “Non c’è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo!” (la più gettonata) alla parafrasi del titolo di un altro suo film di successo, “Ciao Bud, ora anche gli angeli mangiano fagioli”.