Il sindaco Filippo Nogarin la chiama la “fase 2”. E’ un rimpasto, ma non c’è “nessuna crisi” assicura il primo cittadino di Livorno. Fuori dalla giunta finiscono Serafino Fasulo (cultura) e Nicola Perullo (sport e turismo), dentro finiscono quello che finora era portavoce di Nogarin, Andrea Morini, e il giornalista-dj Francesco Belais, collaboratore del tavolo Rainbow per i diritti Lgbt. “Stima immutata nei confronti di Fasulo e Perullo – dice Nogarin – Ho solo chiesto loro di fare un passo di lato: avevamo bisogno di maggiore incisività e reattività per produrre cambiamenti in tempi più rapidi”. Il sindaco ha fatto anche un piccolo bilancio dei suoi primi due anni di mandato: “Che voto mi do? Un 7 per l’impegno, la sufficienza per i risultati ottenuti”. Poi la conferma: “Non mi ricandiderò – assicura – Un’esperienza in Parlamento? Lo escludo, mi porterebbe via dalla famiglia e dalla mia città”.

“Ma quale giunta ‘grillizzata’…”
La nomina di due nuovi assessori arriva dopo l’uscita di scena in piena crisi Aamps dell’assessore all’ambiente Giovanni Gordiani, sostituito da Giovanni Vece, promotore del progetto “funivia”. Morini si occuperà di sport mentre Belais di cultura e turismo. Altre deleghe sono state redistribuite. Un rimpasto che sembra strizzare l’occhio alla base: al posto di due assessori “indipendenti” entra infatti il fedelissimo grillino Morini. Nogarin però non condivide questa lettura e ironizza: “Nessuna giunta grillizzata”. Anche Belais chiarisce: “Non sono un ‘grillizzato’. Nel 2014 inviai il curriculum per partecipare alla selezione degli assessori ma non venni selezionato. Nel frattempo ho continuato a collaborare con il Comune in forma volontaria”.

“Gli assessori uscenti continueranno a aiutarci”
Nogarin nega che ci siano stati contrasti con gli assessori uscenti: “Non è un atto di sfiducia, Fasulo e Perullo continueranno a dare il loro contributo all’amministrazione comunale, ma in forme diverse”. Con Perullo i dettagli sembrano già decisi: “Sarà mio consigliere in tema di grandi eventi: lo farà senza percepire alcuna indennità”. Il sindaco nega che l’uscita di Perullo sia legata alle polemiche degli scorsi giorni relative a una collaborazione poi saltata in extremis (il caso è stato portato alla luce dal Tirreno) con il gruppo di costruzione di mega-yacht Azimut-Benetti.

“Non mi candiderò in Parlamento”
Al centro dell’incontro con la stampa è tornato lo scontro con il direttore generale Sandra Maltinti (“Revocarla? nei prossimi giorni ci confronteremo”), i rumors riguardanti un sondaggio sul suo operato (“non l’ho commissionato io”) ma anche il suo futuro una volta terminata l’esperienza di sindaco (“non ho ancora deciso cosa farò da grande”). Nogarin ha ribadito che non si candiderà per un altro mandato a Palzzo Civico e ha inoltre escluso una sua candidatura in Parlamento, anche se glielo chiedesse Beppe Grillo: “Premettiamo: non è che Grillo chiama dicendo ‘sei stato nominato’, è una fantasia, non funziona così. Un mio impegno a Roma mi porterebbe lontano dalla famiglia e dalla mia città, impedendomi di essere in pace con me stesso: escludo perciò categoricamente una mia candidatura in Parlamento”.