La sesta stagione de Il Trono di Spade, la serie targata HBO che in Italia è trasmessa da Sky Atlantic, ha chiuso i battenti con un finale ricco di colpi di scena e di nuovi spunti per il prossimo anno. Le intricate vicende nate dalla penna di George R. R. Martin sembrano trovare nella declinazione televisiva il loro sbocco naturale, con una efficacia narrativa e un risultato tecnico e artistico forse mai visti sul piccolo schermo.

Il Trono di Spade è un capolavoro assoluto, e lo sapevamo già, ma il finale della sesta stagione rappresenta uno snodo narrativo decisivo per le vicende che ruotano attorno all’ambito trono di Approdo del Re. Il decimo episodio è andato in onda su Sky Atlantic nella notte tra domenica e lunedì (in lingua originale e con i sottotitoli in italiano), dunque non è ancora il momento di commentare gli ultimi sviluppi.

Quello che si può dire adesso è che tutto ora è pronto per lo scontro decisivo tra le nobili casate che vogliono conquistare i Sette Regni: i Lannister (con Cersei più cinica e pragmatica che mai) proveranno a difendere il Trono dall’arrembante Daenerys Targaryen, che attraverserà il Mare Stretto con i Dothraki e le navi dei fratelli Greyjoy, esuli dalle Isole di Ferro. A Nord, Jon Snow e Sansa Stark hanno finalmente riconquistato Grande Inverno e prima di puntare a Sud dovranno difendersi dagli spaventosi Estranei.

Nel profondo Sud, e precisamente nella lussuosa Dorne, altre donne forti stanno organizzando la vendetta contro i Lannister. È tutto intricato, tutto in divenire, ma adesso i ruoli (che non possiamo ancora svelare) sono chiari: ognuno occupa il posto che doveva occupare, il posto da cui può muovere guerra contro i nemici di sempre. E poi c’è Arya Stark, il fratello Brann, l’usurpatore del trono delle Isole di Ferro, una miriade di storie all’apparenza secondarie che d’un tratto potrebbero diventare centrali nel racconto. George R. R. Martin e gli sceneggiatori della serie ci hanno abituato a tutto e nulla può essere dato per scontato (lo capirete anche guardando il finale della sesta stagione).

Inoltre, dopo anni di “Winter is coming”, possiamo finalmente annunciare che l’inverno è arrivato davvero, con tanto di suggello ufficiale da parte della Cittadella: “il più lungo da mille anni”, recita il messaggio portato da un corvo bianco fino alle terre del Nord. Sarà probabilmente un lungo inverno di sangue e rese dei conti, perché la prossima sarà già la settima stagione e non sappiamo quanto decideranno di portarla per le lunghe i signori di HBO. Sette stagioni sono già tante per una serie tv, ma nei libri di Martin c’è talmente tanta carne al fuoco che si potrebbe andare avanti chissà per quanto tempo ancora.

La sesta stagione che si è conclusa stanotte verrà ricordata soprattutto per il penultimo episodio (The Battle of Bastards), grazie ad alcune scene della battaglia tra Jon Snow e Ramsay Bolton che resteranno nella storia, sempre più ricca, della serialità a stelle e strisce. Una stagione, la sesta, che si era aperta proprio con la “resurrezione” (scontata, un po’ banale ma forse inevitabile) dello stesso “bastardo” di casa Stark, il cui ruolo nelle vicende dei Sette Regni verrà spiegato clamorosamente proprio nel finale di stagione.

Il Trono di Spade è ormai un gigante della tv mondiale. E non parliamo soltanto di qualità, visto che la sesta stagione è costata addirittura 100 milioni di dollari (10 milioni a episodio), a riprova del fatto che gli investimenti sul prodotto sono diventati enormi, da kolossal hollywoodiano. E ora i milioni di fan sparsi per il mondo non possono fare altro che far partire il countdown fino alla settima stagione, per scoprire cosa riserverà ancora l’infinita battaglia per conquistare il Trono di Spade.