Nuovo appuntamento col critico cinematografico Massimo Bertarelli e con la sua rubrica settimanale Critical Max sui film in uscita nelle sale italiane.

Il primo lungometraggio recensito è “The Conjuring – Il caso Enfield” di James Wan: E’ la solita zuppa horror estiva, ormai la fanno per tutte le stagioni. Il problema è che tirano sempre. Questo film è a metà tra “L’esorcista” e “Paranormal Activity”: non sarebbe male, perché effettivamente fa molta paura, però dura più di due ore. E’ troppo per un film del genere: alla fine gli spaventi diventano incubi per gli spettatori”.

Si passa poi alla commedia di Garry Marshall, “Mother’s Day”, con Jennifer Aniston, Kate Hudson, Julia Roberts: “Quest’anziano regista 81enne, lo stesso di “Pretty Woman”, è ormai recidivo: fa sempre lo stesso film. Sceglie una ricorrenza famosa nel calendario, come il Capodanno o il giorno di San Valentino, e ci costruisce intorno un film. Qui ha scelto la Festa della Mamma, fa un incrocio di mamme di tutti i tipi, tra cui una lesbica per essere politicamente corretti, e ci gira intorno con un film che purtroppo non fa ridere. La peggiore in campo è Julia Roberts, l’ex (purtroppo) “pretty woman”, con una terrificante parrucca rossa”.

Non entusiastica l’opinione di Bertarelli sulla commedia spagnola “Kiki & i segreti del sesso” di Paco León: “E’ un film così così e semi-divertente, nel senso che ogni tanto si ‘ridacchia’, ma neanche troppo. In Spagna ci sono troppi registi che si credono Almodóvar, il cui tocco è unico. Qui si raccontano, con un linguaggio un po’ troppo spregiudicato, cinque storie diverse sulle più stravaganti perversioni sessuali.

Ultimo film della tranche di questa settimana è il lungometraggio messicano “Güeros” di Alonso Ruizpalacios: “E’ la migliore sorpresa della settimana. Siamo a Città del Messico, dove un ragazzino di 14 anni si mette in viaggio alla ricerca di un musicista sparito dalla circolazione da tempo. E’ una storia di amicizia, un film leggermente sentimentale, a volte toccante, a volte umoristico. Il problema è che è un film in bianco e nero e messicano, cioè avrà spettatori zero”.

Regia di Samuele Orini, testo di Gisella Ruccia, collaborazione di Simona Marfè