E’ Fedez il rapper, anzi il personaggio, del momento. “Oggi lo conosciamo più o meno tutti, ma come è diventato Fedez?”  si chiede e gli chiede Andrea Scanzi alla presentazione del libro ‘FAQ a domanda rispondo‘,  biografia del rapper scritta con i fan. La “molla” è scattata al terzo anno del liceo artistico Umberto Boccioni: “Ho assistito alla mia prima jam session e lì mi sono dato un obiettivo che non è stato “devo fare successo” ma “devo conoscere nuove persone ed esprimermi”.
Da quel momento, non così inusuale nella vita di un adolescente con inclinazioni artistiche, un’ascesa piuttosto rapida ha portato Federico Leonardo Lucia a diventare un punto di riferimento non solo nel panorama musicale ma anche quanto a tematiche politiche sociali sulle quali non si risparmia, facendosi interprete, nel bene e nel male, delle istanze di una buona parte dei suoi coetanei. “Vivere in una posizione di privilegio e toccare tematiche sociali sensibili è di per sé un’incoerenza e io credo che pochi artisti possano avere tra le proprie virtù la coerenza – spiega a Scanzi durante la presentazione al teatro Elfo Puccini di Milano – Il Teatro canzone di Gaber mi ha sempre affascinato molto perché l’uso dell’ironia non è parte preponderante della nostra cultura. Riuscire a parlare di sociale senza prendersi troppo sul serio e senza fare trattati filosofici non è da tutti”.
Vita artistica, dunque, che in questo caso scorre quasi parallela alle incursioni del rapper nelle tematiche politiche. Cambierebbe subito il vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri, con il quale ci sono state diverse dispute a mezzo Twitter e ha conosciuto Casaleggio un giorno che è andato alla Casaleggio Associati: “C’era Casaleggio vestito di tutto punto mentre Grillo si era presentato con dei tatuaggi finti. Devo dire che ho trovato in quel posto una voglia di fare, una trasparenza… Ho respirato onestà“.  E se queste sono le parole che Fedez spende a proposito dei “padri fondatori” del M5S, non dello stesso tenore sono quelle riservate al neo sindaco di Milano, città nella quale vive da sempre (ma nella quale non risiede): “Non mi piace Sala: fra lui e Parisi era una scelta al meno peggio. Uno con un curriculum giudiziario di collaboratori stretti indagati così di recente era meglio di no, e anche l’astensione è un diritto da esercitare. Meglio Torino e Roma, dove per adesso non c’è un curriculum giudiziario di quel tipo”. “Non posso che fare un in bocca al lupo a Raggi e Appendino. Sono contento che ai vertici di due comuni così importanti ci siano due donne. Di questo non possiamo che essere tutti contenti, indipendentemente dall’appartenenza politica”.