Se qualcuno si è stupito del fatto che esiste un’artista che ha fatto camminare sull’acqua del Lago d’Iseo centinaia di migliaia di persone, creando perfino problemi di ordine pubblico, non sa cosa si è perso fino ad oggi. Perché Christo – l’autore di The Floating Piers – impacchetta, ricopre, invade, travolge, sconvolge da almeno cinquant’anni ogni tipo di scenario naturale. E sempre con un immaginario spaziale e mentale bigger than life, anzi bigger than monuments, ponti, strade, e laghi. Prima assieme alla compagna Jeanne Claude conosciuta nel ’58, poi dopo la morte di lei nel 2009 nuovamente da solo, rivoluzionando la tranquilla vita degli abitanti del lago d’Iseo. L’80enne artista americano di origine bulgara assieme alla compagna nata in Marocco diedero vita ad un inedito duo di artisti che intervenivano trasformando territori naturali con immense installazioni che hanno toccato i quattro continenti. Nessun agente o sponsor, Christo e Jeanne Claude, uniti nell’ideare progetti, anche se lei dell’esecuzione pratica non se n’è mai occupata, hanno smontato e rimontato decine di “opere” tra lenzuola, corde, tessuti, materiali estendibili e allungabili. Prendiamo dieci opere di Christo e Jeanne Claude tra le più rappresentative, e per provare a capirle meglio ci facciamo aiutare dal bel libro Trasformazioni – L’arte nascosta di Christo e Jeanne Claude di Zornitza Kratchmarova (editore Inform-ant – acquistabile qui) che entra proprio nei meandri e nei segreti delle installazioni dell’artista d’origine bulgara, facendo parlare per ogni opera alcune figure professionali che consentirono, con la loro lungimiranza di committenti o di collaboratori, a rendere realtà la visionarietà di Christo e Jeanne Claude.

1 Wrapped Coast (Sydney, Australia)30 chilometri di corde, 2 anni di realizzazione, 110 operai e 15 scalatori professionisti per costruirla, 100mila dollari di costi per altrettanti 100mila visitatori. Non la prima, ma forse la più conosciuta, tra le prime installazioni del duo è lo “One Million Square Feet” (1968-1969) di Little Bay in Australia che rimase aperto al pubblico dal 28 ottobre 1969 al 28 novembre 1969. Due chilometri di costa avvolti con 95.600metri quadrati di tessuto sintetico alto 26 metri. L’aneddoto riportato su Trasformazioni rievoca quando fu Christo a scivolare nella preparazione: “Le rocce erano molto scivolose. A un certo punto caddi e mi feci male alla spalla destra. Corsi in ospedale e il dottore di turno mi fece una fasciatura. Sarebbe poi andato in giro a dire che aveva “impacchettato” Christo…”. Ad oggi è la creazione artistica dell’uomo più grande al mondo, anche del monte Rushmore.