Nel novembre 2014 si fecero avanti nella veste di “cavalieri bianchi”, pronti a loro dire a mettere sul piatto 10 miliardi per il Monte dei Paschi di Siena. Ora per i manager della società cinese Nit Holdings Ltd, finiti un anno dopo sotto inchiesta per manipolazione del mercato e calunnia, è scattata l’interdizione a svolgere per un anno funzioni direttive: secondo il gip del Tribunale di Roma Maria Agrimi, che ha emesso l’ordinanza eseguita dal Nucleo speciale di Polizia valutaria della Guardia di Finanza, è “concreto e attuale il pericolo di reiterazione del reato, anche in considerazione di pregresse analoghe condotte poste in essere dagli indagati”.

Le indagini, che coinvolgono anche il sedicente duca Rodolfo Varano di Camerino, procuratore italiano della holding di Hong Kong, sono state avviate nel novembre 2014, quando dopo l’annuncio di Mps sulla necessità di un aumento di capitale a seguito dell’esito degli stress test della Bce le agenzie di stampa avevano diffuso la notizia che l’istituto senese aveva ricevuto dalla società cinese un’offerta da 10 miliardi di euro per la ristrutturazione del capitale. Il giorno dopo il titolo Mps ha fatto segnare un +6,89%.

Dagli accertamenti successivi è però emerso che la Nit Holdings Ltd i soldi promessi non li aveva. E il suo modus operandi usuale – a giugno 2014 aveva fatto lo stesso per la Popolare di Spoleto – prevedeva l’acquisizione di azioni, a fronte dello smobilizzo di strumenti finanziari o garanzie che poi si rivelavano inesistenti. Di qui l’accusa di manipolazione del mercato.

Gli indagati, inoltre, avevano più volte manifestato la volontà di presentare una seconda offerta inconsistente nei confronti della banca senese e di diffondere la relativa notizia al mercato, tramite agenzie stampa.