“Si tratta di un museo tecnologicamente avanzato. A prevalere sarà l’aspetto multimediale che consentirà di vivere esperienze polisensoriali, tattili, olfattive e visive”, spiegava a novembre 2015 Antonio Toscano della Ip Motive, la società napoletana che si è occupata della realizzazione della parte tecnica e tecnologica del Museo multimediale della montagna siciliana, a Nicosia. A dicembre finalmente l’inaugurazione della struttura nell’ex caserma San Martino, alle falde della riserva naturale orientata monte Campanito-Sambughetti, nel comune siciliano in provincia di Enna. Le tante difficoltà superate. Dopo che la ditta vincitrice dell’appalto per problemi finanziari e contenziosi aveva abbandonato i lavori, completato il nuovo edificio e terminato l’allestimento grazie a 306mila dei 500mila euro del Programma Operativo FESR 2007-2013. Nominato un esperto che avrebbe realizzato il materiale informativo, un traduttore e una guida ambientale.

In tanti al taglio del nastro, l’europarlamentare Giovanni La Via, il presidente di Federparchi e del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, il presidente del Gal Isc Madonie Bartolo Vienna, i rappresentanti istituzionali dei Comuni di Capizzi, Cerami e Gagi, oltre a molti altri. Tutti convinti che il Museo costituisse anche un importante ausilio al rilancio turistico del territorio. Un attrattattore in grado di aumentare l’appeal della Riserva. “Un’esperienza nuova di visita ad un museo … il pubblico è abituato a vedere sempre in modo statico gli oggetti nelle vetrine e a leggerne le didascalie. Questo é un sistema completamente nuovo!”. Così si legge nel sito dello spazio museale. Tutto vero, c’è da credere. Sale interattive, con pareti, pavimenti e tavoli touch screen, ma anche laboratori e sale espositive per raccontare le attività produttive legate alla montagna. Insomma, un luogo unico per i visitatori. Un’occasione per immergersi nei Paesaggi di quelle montagne, nei suoi colori e nei suoi odori. Per questo motivo é davvero un peccato che a distanza di più di sei mesi il Museo continui a rimanere chiuso. Stando alla programmazione avrebbe dovuto aprire a marzo. Non solo non é accaduto ma non risulta ancora pubblicato neppure l’atto comunale per l’affidamento in gestione all’Azienda speciale silvo-pastorale, che potrà contare su 194mila euro per i prossimi cinque anni.

“Ci sono problemi di bilancio. Manca la disponibilità economica per provvedere alla presenza del personale che assicuri l’apertura del Museo”, dice Graziano Bellomo, assessore alle Attività culturali e al Turismo del Comune. Aggiunge che in realtà il Museo apre, in alcune circostanze particolari. Lo ha fatto alle scuole, ma anche in occasione di eventi. Rimane il fatto che l’assessore non può sbilanciarsi sui tempi dell’apertura. “Non sarebbe corretto”, dice Bellomo. Sembra proprio che non sia possibile far altro che attendere. Ma il dubbio che si sarebbero potute prevedere le difficoltà finanziare, rimane. Così come la sensazione che il Museo della Montagna possa trasformarsi nell’ennesima incompiuta siciliana.