La partita Svizzera-Francia di sicuro non è una pubblicità positiva per gli sponsor dei palloni utilizzati in tutte le partite degli Europei di Francia 2016 e delle magliette da gara della nazionale elvetica. Durante il match, terminato con un pareggio che ha permesso ad entrambe le nazionali di qualificarsi agli ottavi di Finale, ben sette magliette di giocatori elvetici, tra cui Mehmedi, Embolo, Dzemaili, Schär e Xhaka, si sono strappate: episodio non felicissimo per la Puma, sponsor tecnico della Svizzera. “Spero che lo sponsor non si metta a fabbricare preservativi” ha ironizzato il calciatore Shaqiri al termine della gara. E sui social sono stati molti i commenti ironici.

Gli episodi sono stati ripresi anche dall’ex attaccante della nazionale inglese Gary Lineker, che su Twitter ha ironizzato: “Le magliette della Svizzera si rompevano come fossero di carta, il pallone si è aperto, non si può più contare sull’efficienza tedesca”.

Ma gli eventi inaspettati accaduti durante il match non sono finiti qui: quando una “tacchettata” dello svizzero Behrami ha letteralmente aperto il pallone, milioni di telespettatori in tutta il mondo si sono chiesti se quella sfera a spicchi vale i 140 euro del prezzo d’acquisto.”Le partite più importanti meritano un pallone che assicuri tocchi morbidi e precisi”, è scritto nella pubblicità del pallone fornito dall’Adidas nella quale si vantano anche “le superficie termosaldata priva di cuciture e dimensioni certificate dalla Fifa“.

La Puma in un comunicato ha reso noto che studierà a fondo il problema della rottura delle magliette. “Le altre nostre quattro squadre qui all’Europeo (Italia, Austria, Slovacchia e Repubblica Ceca) non hanno avuto questo tipo di problema finora durante questi Europei. I nostri tecnici – afferma la multinazionale tedesca – stanno studiando in queste ore il tessuto delle maglie”. A rendere le divise della squadra di Vladimir Petkovic così fragili è la tecnologia chiamata ACTV Thermo-R Technologie sviluppata dalla Puma per mantenere una temperatura corporea ottimale.