Modelli matematici e hacker combattono il terrorismo online, cercando nei social network le tracce dei singoli individui simpatizzanti per l’Isis o inseguendo i gruppi a favore del Califfato, riconoscendoli anche quando si chiudono per poi tornare a comparire con altri nomi. Sono forme di contrasto diverse, quelle che si giocano sul web, per imbavagliare i simpatizzanti pro-Isis o per riuscire a prevederne le mosse, per prevenire attentati.

Gli hashtag legati a parole che nelle lingue più diverse significano Isis e Califfato sono stati la base da cui un gruppo di fisici dell’Università di Miami è riuscita a costruire un modello matematico capace di riconoscere i simpatizzanti dell’Isis che si aggregano in gruppi online.

Pubblicato sulla rivista Nature, il modello permette di individuare sui social network gli aggregati di simpatizzanti pro-Isis sulla base di elementi che contraddistinguono il loro comportamento di gruppo. L’obiettivo è utilizzare queste informazioni per prevenire attentati terroristici.

“Invece di analizzare le attività online di milioni di individui, è possibile concentrare l’attenzione su poche centinaia di aggregati”, rilevano i ricercatori, coordinati dal fisico Neil Johnson. Il modello riesce a seguire l’attività dei gruppi in ogni loro ‘spostamento’ sulla rete: anche se alcuni di essi si chiudono, in risposta a pressioni esercitate online, possono formarsi nuovamente e comparire con nomi diversi.

I ricercatori hanno analizzato i messaggi scambiati online su VKontakte, uno dei social network più diffusi in Europa, con più di 350 milioni di utenti, individuando 196 gruppi pro-Isis. Sul fronte degli hacker, invece, dopo la strage di Orlando alcuni account di Twitter riconducibili a sostenitori dell’Isis sono stati colpiti. Nelle pagine violate il contenuto jihadista è stato sostituito dalla bandiera arcobaleno, da messaggi sul gay pride e anche da link a pornografia gay.

Secondo l’edizione europea di Newsweek, l’hacker sarebbe legato al collettivo Anonymous, il suo nome in codice è WauchulaGhost e in passato ha già violato altri account legati all’Isis. “L’ho fatto – ha detto al magazine – per le vittime di Orlando, l’uccisione di innocenti non è tollerabile. Voglio solo dire che non stiamo usando pornografia per offendere i musulmani, le nostre azioni sono dirette a estremisti jihadisti. Molti dei nostri attivisti sono musulmani e rispettiamo tutte le religioni che non uccidono vite innocenti”.

Lo studio su Nature