“Le voci di corridoio ci dicono che sul Jobs act dei lavoratori autonomi ci sono solamente 50 milioni euro. Questo vuol dire non poter fare una riforma né previdenziale né fiscale“. Così Emiliana Alessandrucci, presidente Colap (Coordinamento libere associazioni professionali) commenta il provvedimento collegato alla legge di Stabilità che si propone di “costruire anche per i lavoratori autonomi un sistema di diritti e di welfare moderno capace di sostenere il loro presente e di tutelare il loro futuro” e ora in discussione al Senato. Tanto che Colap ha presentato diversi emendamenti al provvedimento del governo “prevalentemente orientati – spiega la Alessandrucci – nell’ambito della competitività, in particolare delle certificazioni e delle competenze“. Per la presidente del Colap, nel testo ci sono sì alcuni provvedimenti positivi, come quello che riguarda le tutele (dall’indennità di maternità, alla deducibilità al 100% delle spese di formazione passando per il congedo parentale che consente di usufruire di sei mesi di stop dal lavoro al 30%). “Tuttavia – sottolinea Alessandrucci – manca tutta la parte sulla competitività e sugli sgravi fiscali c’è ben poco. L’obiettivo di questo Jobs act – conclude – deve essere incentivare la parte sulle partite Iva e, quindi, rendere appetibile il loro accesso. Bisogna pensare a un provvedimento che, soprattutto all’inizio, renda sostenibile anche la previdenza per i giovani