“Sgarbi che parla tanto deve rispettare la legge, le sentenze e la giustizia. E’ stato già condannato sette – otto volte per diffamazione nei miei confronti. E lui non paga, semplicemente perché apparentemente nullatenente. Mi deve qualche centinaia di migliaia di euro“. Lo rivela ai microfoni di Ecg Regione, su Radio Cusano Campus, l’ex leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. “Sono già sette sentenze esecutive” – continua – “Peraltro, lui, che fa sempre il saputello e il primo della classe, non ha debiti solo con me, ha una miriade di altri creditori. E non paga nessuno, né rispetta le sentenze. Come si dice dalle mie parti, quando uno è un mal pagatore, non è una persona affidabile. I cittadini, quando lo vedono pontificare in televisione, gli chiedessero chi sono i suoi creditori”. L’ex magistrato si pronuncia sui ballottaggi di domenica, insistendo sulla necessità assoluta di andare a votare: “Premetto che a Torino, sono contento per la presenza del M5S, di cui ho un grandissimo rispetto perché in un certo senso è la prosecuzione dell’Idv. Però c’è Fassino che, a mio avviso, ha saputo vendersi male ma ha fatto bene. Quindi, nonostante il tanto affetto per Chiara Appendino, voterei Fassino, perché conosco la sua serietà professionale. Voterei Fassino, non Pd, lo specifico“. E aggiunge: “Sono convinto che al secondo turno si debba votare il sindaco, a prescindere dalle squadre e dai partiti. A Milano invece il mio voto andrebbe a Parisi. Bisogna scegliere tra lui e Sala, non tra i partiti di appartenenza. Io personalmente ritengo, pur non avendo nulla contro Sala, che il candidato del Pd dia l’idea di un’opera incompiuta. Sala ricorda un po’ la Salerno Reggio Calabria o l’Expo, di cui ancora adesso devo capire i conti“. A Roma Di Pietro non ha dubbi: “Voterei, senza se e senza ma, Virginia Raggi. Ci vogliono necessariamente una persona e una squadra che non abbiano alcuna relazione con il passato e che non possano essere tirati per la giacchetta in nessun modo. Ho detto ‘giacchetta’, eh, non Giachetti. Inoltre” – continua – “Roma può essere un buon banco di prova per il M5S. A fare opposizioni sono bravi, ma bisogna anche vedere come si comportano al governo. A Napoli? Tornerei a De Magistris perché è sganciato da tutti gli apparati della Napoli da bere