Assistiamo in questi giorni alle ultime schermaglie tra i candidati a sindaco di Roma in vista del ballottaggio elettorale del 19 giugno e ù sulla “questione rom”, ovvero sulle decine di baraccopoli presenti sul territorio, si vanno definendo le posizioni che in realtà non sembrano discostarsi molto. Intervistato su Tele Radio Stereo, Roberto Giachetti afferma: «Sui campi rom la strada ce l’ha già indicata la Comunità Europea, dobbiamo procedere al loro superamento. […] Chi sta là dentro, e non ha diritto a nulla, ovvero può tranquillamente trovarsi una casa, lo deve fare. Mentre che è in disagio sociale e non ha altri strumenti va aiutato esattamente come gli altri che vivono in difficoltà in questa città».

Al di là dei proclami elettorali non è irrilevante che il Movimento 5 Stelle non abbia collocato nel suo programma comunale le problematiche legate ai campi rom all’interno del capitolo “Sicurezza” ma in quello che ha per titolo “Politiche Sociali. «Il Movimento 5 Stelle – è riportato nel programma on line – pone al centro dell’azione di governo della città le politiche sociali, quale strumento in grado di rispondere ai bisogni delle fasce più fragili della popolazione tanto più che le recenti vicende di Mafia Capitale hanno mostrato chiaramente come tale settore sia stato utilizzato per lucrare sulla pelle delle persone più deboli. […] Per ciò che concerne la gestione dei campi Rom, saranno attuate le misure già previste dalla Comunità Europea, come recepite dal Governo, relativamente al progressivo superamento dei campi stessi».

Al di là delle sfumature, emerse da dichiarazioni e interviste, c’è un unico, fondamentale approccio da cui partono i due candidati: quello dettato dalla Comunità Europea, la stessa che nel 2011, con la Comunicazione n. 173, ha invitato gli Stati membri nell’elaborazione di strategie nazionali di inclusione dei rom per il miglioramento di queste comunità. Il Governo italiano, in risposta alla sollecitazione europea, ha fissato una Strategia Nazionale per indirizzare, fino al 2020, politiche d’inclusione.

La promessa dei due candidati a sindaco è partire esattamente da questa Strategia voluta dall’Europa e questo rappresenta sicuramente un dato di grande valore. La città di Roma potrebbe infatti cogliere l’occasione di essere la prima grande città italiana a rispettare gli impegni presi davanti a Bruxelles in materia di inclusione dei rom. Per comprendere la portata degli impegni programmatici del duo Raggi-Giachetti, partiamo dall’obiettivo generale della Strategia che è di «promuovere la parità di trattamento e l’inclusione economica e sociale della comunità rom, assicurare un miglioramento duraturo e sostenibile delle loro condizioni di vita nonché favorire il godimento dei diritti garantiti dalla Costituzione e dalle Convenzioni internazionali ratificate dall’Italia».

Tra gli assunti di rilievo della Strategia si rilevano l’impegno ad abbandonare definitivamente l’approccio emergenziale, improntato a una logica di sicurezza e controllo, e il definitivo abbandono della politica dei “campi nomadi”. La Strategia rappresenta un decisivo cambio di rotta rispetto al passato e presenta elementi innovativi per il superamento dei “campi” che passa attraverso l’utilizzo di fondi europei al fine di disporre di un ventaglio di soluzioni abitative che portino alla fine della segregazione.

Ma nel concreto cosa significa, come promettono sia Raggi che Giachetti, praticare le misure indicate dalla Comunità Europea per superare i campi? Lo si legge nella Strategia Nazionale: «Individuare una gamma di soluzioni: abitazioni ordinarie, alloggi sociali, recupero del patrimonio dismesso, autocostruzione ed autorecupero con tecnologie appropriate, sostegno e messa a norma di situazioni autonomamente realizzate».

E’ inutile girarci attorno. La risposta che i due candidati a sindaco di Roma promettono di dare al problema di quanti, a causa della povertà vivono in una baracca, non sono le ruspe, nè la creazione di altre baraccopoli ma è un alloggio adeguato, e gli elettori devono esserne consapevoli. A livello comunicativo si comprende il mancato utilizzo dello slogan: “Casa ai rom”. Ma nella sostanza la promessa di superare le baraccopoli con una vasta gamma di soluzioni abitative, ovvero quanto indicato dalla Comunità Europea, corrisponde all’implicito impegno preso da Raggi e da Giachetti davanti agli elettori. Su questo verificheremo l’operato del nuovo sindaco.