Dalla pasta al latte ai biscotti. Buitoni, Plasmon, Polenghi, Giglio: chi c’è dietro i marchi che tutti i giorni acquistiamo nei supermercati? Angelo Mastrolia, un imprenditore a capo di un impero economico creato dal nulla in dieci anni: 350 milioni di fatturato, più di mille dipendenti, otto stabilimenti. Lui arriva da un paesino del salernitano: Quadrivio, frazione di Campagna. Da lì, Mastrolia di strada ne ha fatta: oggi gli uffici della società anonima di cui è amministratore unico, la Newlat Group, sono a Lugano. Di lui si occupa la prima puntata di Rec, il programma di Sigfrido Ranucci – coautore di Report con Milena Gabanelli – in onda questa sera, domenica 12 giugno, alle 21,45 su Rai3. L’inchiesta “L’angelo custode“, firrmata da Danilo Procaccianti, ripercorre le tappe di un miracolo economico “fatto di colpi di fortuna, aziende comprate a un euro e indubbia abilità, ma anche di qualche ombra”, spiega l’anticipazione diffusa da Rec. Come ha fatto Mastrolia a comprare tutti questi marchi? Quanto li ha pagati? Con quali soldi? Secondo alcuni pentiti, Mastrolia sarebbe stato il custode del denaro di un clan e il cassiere occulto di Carmelo Conte, tre volte ministro delle aree urbane, l’uomo che negli anni ’80 ha gestito la Cassa per il Mezzogiorno. Accuse mai dimostrate. L’imprenditore ha invece patteggiato una pena per usura e nel 2015 è stato condannato per concorso in bancarotta fraudolenta insieme al camorrista Antonio Meluzio. Se la Cassazione confermerà la condanna, Mastrolia dovrà lasciare per dieci anni il controllo delle sue società italiane. Eppure Mastrolia gode della fiducia di Unicredit che lo ha finanziato negli anni con 70 milioni di euro