Non solo hooligans, scioperi e minaccia terrorismo: a Euro 2016 tiene banco anche un altro tema: la violenza sessuale. Sarebbe, e il condizionale è d’obbligo vista la gravità del fatto, coinvolto il portiere della Spagna e del Manchester United, il 25enne David De Gea. Insieme a lui, altri due altri calciatori non presenti alla competizione: uno è Iker Muniain, attaccante dell’Athletic Bilbao, e il terzo potrebbe essere Javi Martinez, centrocampista del Bayern Monaco. I nomi dei primi due calciatori emergono dalle carte dell’inchiesta della procura madrilena su Ignacio Allende Fernandez, soprannominato Torbe, produttore di film pornografici che è stato arrestato ad aprile dalla polizia per una sequela di reati gravi: traffico di esseri umani con lo scopo di sfruttamento sessuale, violenza sessuale, abusi sessuali su minori, produzione e distribuzione di materiale pedopornografico, oltre a estorsione, riciclaggio e reati fiscali.

Secondo le carte pubblicate da Diario, una vittima ha dichiarato di essere stata violentata in un hotel di lusso nel centro di Madrid nel 2012 e costretta a rapporti sessuali “con” o “davanti a” alcuni calciatori. De Gea avrebbe solo assistito allo stupro ma non ne avrebbe preso parte, come se la cosa possa essere meno grave. Lo stesso portiere sarebbe però quello che ha materialmente organizzato l’incontro, e pagato l’impresario del porno Torbe. Il portiere della Spagna si è difeso in conferenza stampa dicendo: “Tutte bugie, solo bugie. La cosa è in mano ai miei avvocati. Sono tranquillissimo e non vedo l’ora che inizi l’Europeo”. Ma, oltre alle carte dell’inchiesta, la stampa spagnola ha pubblicato vecchi tweet amichevoli dei calciatori con Torbe, che riletti ora assumono ben altro significato, e una serie di messaggi Whatsapp ora agli atti tra i calciatori e una delle ragazze, anche per organizzare serate a luci rosse in un albergo di Manchester.

La storia è emersa lo stesso giorno dell’inizio della competizione europea, con la partita inaugurale della Francia che ha faticato e sofferto contro la Romania per l’assenza in attacco di Benzema, attaccante del Real Madrid non convocato per un altro scandalo a sfondo sessuale: la partecipazione a un ricatto ai danni dell’ex compagno di nazionale francese Valbuena per un video porno che lo vede protagonista. Sono invece passati pochi giorni dal suicidio dell’ex tecnico del Version:1.0 StartHTML:0000000167 EndHTML:0000000944 StartFragment:0000000541 EndFragment:0000000928

La stampa iberica cita un’inchiesta secondo cui l’atleta avrebbe pagato per assistere a uno stupro. Ma il caso è solo l’ultimo di una lunga lista perché sono molti i colleghi alle prese con reati a sfondo sessuale: dal porno-ricatto di Benzema fino al suicidio dell’ex tecnico del Bayer Leverkusen Lewandowski e molti altri

, che la settimana prima di togliersi la vita era stato fermato in macchina a un controllo della polizia in compagnia di un bambino rumeno di 12 anni. Oggi alcuni testimoni dicono che avrebbero visto Lewandowski appartarsi in un cespuglio con il bambino, e per questo hanno chiamato la polizia che lo ha quindi fermato intenzionalmente, e ci sarebbe anche una lettera d’addio in cui l’allenatore tedesco confessa quanto fatto.

Si è invece concluso da poco in Inghilterra il processo contro Adam Johnsson, ex ala del Manchester City e del Sunderland, condannato a sei anni di reclusione per abusi sessuali su una ragazzina di appena 15 anni. Nel computer del calciatore sarebbero state trovate anche immagini pedopornografiche. Condannato a cinque anni per stupro anche Ched Evans dello Sheffield United nel 2012.

Nel gennaio del 2014 furono invece assolti per mancanza di prove Ribery e Benzema, accusati da una escort di avere fatto sesso a pagamento con lei quando aveva solo 16 anni, la stessa ragazza disse anche che i due non sapevano che lei era minorenne. Assolto, due volte, anche il brasiliano Robinho, per accuse di violenza sessuale quando giocava nel Manchester City e nel Milan. Assolto per lo stesso reato anche l’ex milanista Kluivert quando giocava nell’Ajax. Una condanna a 2 anni e 8 mesi per violenza sessuale e lesioni personali nei confronti di una ragazza è invece quella con cui il brasiliano Mancini, ex Roma, Inter e Milan, finì la sua avventura italiana.

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