Stavolta la rivoluzione potrebbe arrivare dalla glaciale Norvegia: secondo il quotidiano economico Dagens Naeringsliv, ci sarebbe un accordo fra i quattro principali schieramenti politici della nazione per imporre lo stop alle immatricolazioni di auto con motore endotermico a partire dal 2025. Al loro posto solo veicoli elettrici ad impatto zero.

L’intesa fra le parti deve ancora subire l’iter per essere formalizzata ed eventualmente approvata; tuttavia il piano norvegese per la mobilità, presentato un paio di mesi fa, è quello di passare all’elettrico entro i prossimi 10 anni. Un dato che fa riflettere ancor di più se si considera che il paese scandinavo è il primo produttore di greggio dell’Europa occidentale.

In ogni caso, con una quota di mercato del 30%, le vendite delle vetture elettrificate vanno a gonfie vele già adesso in Norvegia: basti pensare che lo scorso anno sono state immatricolate 27.800 elettriche e 7.800 ibride plug-in (quelle con motore elettrico a supporto di uno endotermico) e già nei primi 4 mesi del 2016 sono state vendute 8.800 elettriche e 6.700 hybrid. Il merito è di una politica di incentivazione delle auto green che non ha eguali, fatta di Iva e imposte sull’acquisto azzerate, accesso libero alle Ztl ma anche autostrade e parcheggi gratuiti.

Il governo di Oslo potrebbe quindi farsi portabandiera di una rivoluzione planetaria della mobilità nel giro di pochi mesi, mentre gli altri paesi del vecchio continente sono ancora impegnati ad arginare gli effetti inquinanti delle auto tradizionali: la città di Parigi ad esempio vuole mettere al palo quelle immatricolate prima del 1997, mentre il progetto è quello di togliere dalle strade tutti i diesel più inquinanti – quelli con omologazione dall’Euro 5 in giù – entro il 2020.

A Londra invece il neosindaco Sadiq Khan è già al lavoro sulla “T-Charge”, una tassa – da sommarsi alla già presente Congestion Charge – che andrebbe a colpire i mezzi più inquinanti. Mentre il governo di Berlino, ancora scottato dalla vicenda dieselgate, spenderà un miliardo di euro per favorire le elettriche – di cui 300 milioni nelle infrastrutture di ricarica – con incentivi di 4000 euro (di cui metà stanziati dalle case) per chi sceglie un’elettrica e 3000 per chi opta per un’ibrida plug-in.