Ho la sensazione che Renzi, anche quando perde, un po’ come faceva la vecchia Dc, finge in qualche modo di aver vinto e comunque sottovaluta i sintomi. Afferma, tre anni dopo le elezioni politiche, che il voto al M5S è di protesta. Significa allora che o non ha capito niente o non voglia capire nulla. Più Renzi sottovaluta il M5S, più il movimento cresce“. E’ il commento del giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, al post-voto delle elezioni amministrative, durante Otto e Mezzo (La7). Scanzi sottolinea: “Non credo ci sarà nel Pd un dibattito interno tra Renzi e la sinistra dem, perché questo presuppone un’idea di partito che Renzi non ha. Verdini? Non gli ha portato fortuna, ma bisogna che lo capiscano lui e il suo giglio magico. Io non ho visto in Renzi questa grande propensione all’autocritica”. Il giornalista ha un vivace botta e risposta con il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, che minimizza il successo del M5S alle attuali amministrative, scomodando la mannaia dell’astensionismo. Il filososo Massimo Cacciari concorda con l’analisi di Scanzi e ribadisce il suo appello a Renzi riguardo alla necessità di un dialogo costruttivo con il M5S. Nel finale, i tre ospiti di Lilli Gruber danno il proprio personale consiglio al Cavaliere. Tranchant l’esortazione di Scanzi: “Berlusconi prenda atto che il suo tempo è passato e soprattutto venda il Milan, perché farebbe felici tutti”