Berlusconi è morto” (politicamente) come dicono alcuni opinionisti? “Ha sbagliato, a Roma ha fatto una scelta suicida”, come dice Salvini? “Ha voluto aiutare Giachetti”, come dice la MeloniMa figuriamoci! Il re delle campagne elettorali, l’inventore della comunicazione politica moderna in Italia commetterebbe un errore di ingenuità o di valutazione in un contesto del genere? Credo proprio di no. La strategia di Berlusconi sta filando liscia e grazie ad essa l’ex Cav si prenderà la sua fetta di potere a Roma. Vediamola.

Il disegno di Berlusconi a Roma è scritto in codice nel suo ultimo comunicato stampa, dove dice che voterà scheda bianca «per sottolineare l’inadeguatezza di entrambe le proposte politiche». Ma non è un invito ad andarsene al mare. Anzi, per incoraggiare la partecipazione dice: «Di fronte al drammatico astensionismo, è importante esercitare sempre e comunque il diritto di voto» e Forza Italia ribadisce «un pressante appello a tutti gli italiani ad andare a votare il 19 giugno».

Questa, se la sappiamo leggere, è la conferma che Berlusconi aiuterà uno dei due candidati al ballottaggio. Andando per ovvia esclusione è Giachetti. Ma Silvio avrebbe aiutato ugualmente la Meloni, se fosse arrivata lei seconda. Per tradurre questo messaggio vediamo cosa ha fatto Berlusconi a Roma e perché.

Non ha supportato la Meloni. La candidata di destra è rimasta al palo per settimane aspettando il cavaliere azzurro, che non è arrivato. Berlusconi ha bidonato la Meloni non perché credeva di non fare un buon risultato con lei, ma proprio perché sapeva che col suo appoggio sarebbe andata al ballottaggio. Però non avrebbe vinto in ogni caso.

Con Silvio non si muove foglia che sondaggio non voglia. Lui sa dal primo momento che a Roma vincerà il M5S. Non si è chiesto cosa fare per vincere, ma cosa fare per ottenere più potere possibile. Intendendo potere contrattuale per piazzare propri uomini in ruoli chiave a Roma destinati all’opposizione.

Berlusconi candida Bertolaso. Questa mossa nasce già con una scadenza ed è servita solo per pesare i vari candidati. Quando il leader di Forza Italia ha capito che appoggiando Marchini avrebbe avuto il giusto peso, quello necessario sia per mettere in crisi la Meloni che per essere appetibile al Pd, ha scaricato l’ex capo della Protezione Civile ed è passato con Marchini. Dopo questo, Berlusconi è andato in tv a fare campagna elettorale ed ha aspettato i risultati per vedere a chi, fra Pd e Meloni, avrebbe dovuto battere cassa.

Al ballottaggio col M5S ci è andato il Pd. In questo momento dunque Berlusconi sta aspettando – o forse sta già trattando – poltrone o promesse dal Pd. Roma val bene una resurrezione, quella del Nazareno. Ma l’accordo ci sarebbe stato con chiunque avesse avuto bisogno di quel pacchetto di voti garantito dalla coppia Berlusconi-Marchini. Renzi però, per smentire ipotesi di accordo a Roma dice che “l’elettore fa zapping”. L’elettore fa veramente zapping, ovvero è infedele al simbolo? Sì, ma dipende da quale elettore.

Con tutto rispetto, non credo che Marchini abbia preso molti voti di opinione. Dopo tutto, quale programma avrebbero votato i suoi elettori, quello del primo Marchini o quello di Berlusconi? Chi avrebbero votato, l’uomo “libero dai partiti” o il partito Forza Italia? Il voto a Marchini-Berlusconi è il voto della Roma che difende posizioni ed interessi, quello dei palazzinari, Ncd, Comunione e liberazione e il Vaticano. Un voto basso, ma estremamente controllabile. La parte di opinione di Forza Italia, secondo i sondaggi di Antonio Noto (Ipr Marketing) a Porta a Porta sarebbe andata infatti maggiormente alla Meloni (49,5%) e solo al 28,4% al candidato di Berlusconi.

Da qui deriva il sibillino messaggio di Berlusconi. Esternamente può anche dire di votare scheda bianca, ma lì fuori non c’è nessun elettore di Marchini ad ascoltare. Quell’elettorato ha rapporti personali con gli esponenti della lista, i quali probabilmente stanno già indicando di votare Giachetti.

Da questo deriva la seconda parte del messaggio inviato da Berlusconi, il “pressante appello a tutti gli Italiani ad andare a votare il 19 giugno”. In questo modo il leader di Forza Italia fornisce l’alibi agli elettori di Marchini, che potranno andare ai seggi e alzare la percentuale di votanti senza imbarazzo.

Questo è il piano di Berlusconi per portarsi a casa un souvenir da Roma, questa volta dal negozio Pd. Altro che morto, l’ex Cavaliere influenza le elezioni più importanti e tiene ancora sotto scacco il Pd e partiti come Fratelli d’Italia e Lega.