Battibecco vivace a L’Aria che Tira (La7) tra il deputato di Sinistra Italiana, Alfredo D’Attorre, e la giornalista de Il Corriere della Sera, Maria Teresa Meli, sull’esito elettorale. D’Attorre critica duramente le dichiarazioni post-voto del premier: “Al posto di Renzi sarei più preoccupato per il risultato del Pd che, assieme al successo del M5S, è il grande messaggio emerso dal voto di ieri“. Immediata la replica di Melini: “Sinistra Italiana non esiste e si è visto in questi risultati, per voi il nemico è il Pd. Se ci fosse Mussolini o la sua reincarnazione, per voi il nemico sarebbe sempre e comunque Renzi. Voi siete così. Ma vi rendete che così perpetrate sempre le stesse seghe mentali della sinistra?”. “Capisco che per lei Renzi è l’alfa e l’omega di tutto“, ribatte D’Attorre. “No, lo è per voi che ne siete ossessionati”, controbatte la firma del Corriere. “Io l’assicuro che la mattina non mi sveglio, né la sera vado a dormire con una telefonata di Renzi” – afferma il parlamentare di Si – “E le garantisco che ho una vita mentale più variegata della sua. Io sono uscito dal Pd perché non condividevo le sue politiche su temi decisivi. Sto provando a costruire un altro partito”. La polemica prosegue per altri minuti e si rinfocola, quando si parla del ballottaggio a Roma. D’Attorre sottolinea: “Io non vedo le condizioni per un accordo con Giachetti e con la Raggi. Non ci penso proprio“. “Credo che non ci pensi nemmeno Giachetti a fare accordi con voi“, commenta Meli. L’ex deputato Pd poi prosegue la sua analisi: “Quello di Roma mi pare un ballottaggio senza storia. Andrò a votare, ma non so chi. Tuttavia, bisogna riconoscere al M5S di aver avuto in campagna elettorale la capacità politica di intercettare un bisogno di cambiamento enorme”. E fa la sua profezia: “I dati che abbiamo ci dicono che se il centrodestra si riunifica, con l’Italicum il Pd non va neppure al ballottaggio. Saranno gli elettori che salveranno anche Renzi dai suoi errori perché al referendum di ottobre vince il no e quindi va in soffitta non solo la riforma costituzionale, ma anche l’Italicum. Di questo sono assolutamente convinto”