Donald Trumpche ha sbaragliato uno dopo l’altro gli altri candidati alle primarie del Grand Old Party in vista delle presidenziali di novembre, si è vantato in un’intervista all’emittente tv Cbs nel programma “Di fronte alla nazione” di aver fatto “un sacco di soldi” affittando nel 2009 un terreno situato alla periferia di New York all’allora capo di Stato libico Muhammar Gheddafi. In quell’occasione, il leader africano voleva piantare la sua tenda per partecipare all’assemblea generale dell’Onu. L’insediamento del dittatore nel luogo concordato non ci fu e la tenda predisposta ad accoglierlo venne, in un primo momento, smantellata dopo che le autorità locali avevano minacciato di fare causa al tycoon ma, poi, venne ricostruita, senza mai essere utilizzata da Gheddafi.

Ma nel 2009 prese le distanze da quello che aveva detto – Il re del mattone, che ha incrementato il patrimonio personale nel corso dell’attuale campagna per la nomination repubblicana, nel 2009 prese le distanze dalla vicenda. Poi, due anni dopo, cambiò nuovamente versione, arrivando persino a vantarsi – sia sui canali Fox che sulla Cnn – di essere riuscito in qualche maniera “a fregare” lo stesso Gheddafi, facendogli pagare una “cifra enorme” per un pezzo di terra che alla fine neanche utilizzò. La questione torna ora d’attualità con le dichiarazioni di Trump alla Cbs. Il portavoce della campagna elettorale, Hope Hicks, il 6 giugno non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti se effettivamente il magnate all’epoca dei fatti fosse a conoscenza che stava trattando con il leader libico e quanto ne beneficiò dal presunto affare.

A Roma Gheddafi piantò la tenda senza pagare un euro – Niente di clamoroso rispetto a quanto accaduto in Italia con le visite del colonnello quando a Palazzo Chigi risiedeva Silvio Berlusconi. Gheddafi arrivava circondato dalle sue amazzoni e – sempre nel 2009 – riuscì a piantare gratis la sua tenda dentro Villa Doria Pamphilj, il più grande parco pubblico di Roma. Un altro episodio legato alla tenda di Gheddafi utilizzata dal leader libico per i suoi viaggi di Stato avvenne il 29 agosto 2010 ancora nella Capitale. Anche allora il presidente del Consiglio era il suo amico Berlusconi e la decisione di piantare l’alloggio mobile all’Accademia libica vicino al centro della Città eterna fece scalpore,  soprattutto perché venne organizzata una lezione di Corano aperta a 200 ragazze italiane. In quell’occasione Gheddafi arrivò a sostenere che “in Libia la donna è più rispettata che in Occidente e negli Stati Uniti“, provocando accese polemiche.