Roma è, come sappiamo, un malato terminale. Se osserviamo le sue periferie, i trasporti, il manto stradale, l’illuminazione, la corruzione, la mancanza assoluta di senso civico, il trattamento riservato ai turisti; e potrei continuare questo triste elenco. Il primo turno delle elezioni comunali ci porta ad un “duello” finale tra Virginia Raggi e Roberto Giachetti, escludendo le destre. A mio modesto modo di vedere, chi prenderà in mano Roma dovrà considerare l’istruzione e la cultura, le basi dalle quali far ripartire la città. Portare cultura nelle periferie buie sarebbe davvero un segno importante e fondamentale.

Roma è un brillante prezioso, unico, tra i più belli del mondo, non è una città qualsiasi, non può essere trattata come una città qualsiasi, perché vale di più! Tutti ci hanno mangiato, tutti ne hanno approfittato, senza ritegno, con la collaborazione silente, e mi ci metto pure io come cittadino, dei romani disattenti, forse rassegnati. Sempre promesse disattese, sempre soluzioni provvisorie, come le toppe alle buche in strada.

Su Twitter ho ricordato l’esperienza del Teatro Popolare di Vittorio Gassman, alla fine degli anni Cinquanta, che sotto una tenda, riportò il grande teatro e i grandi autori, nelle periferie non solo romane che, sin dal dopoguerra erano rimaste fuori dalla proposta culturale. Tutto questo avveniva a prezzi ultra popolari e non godette di aiuti dallo Stato. Tant’è che V.G. perse molti soldi per tenerlo in attività. Era un paese che aveva vissuto una guerra, distruzioni, che aveva però fame di ripartire.

Oggi, nelle periferie, senza una guerra, la situazione di abbandono è la stessa, la mancanza di opportunità culturali e di istruzione la stessa. Sarebbe importante ora ripetere l’esperienza del Teatro popolare, riaccendere le luci anche lì dove da tempo si vive in penombra. Io mi rendo disponibile a provarci, ma sarebbe bello farlo con tutti coloro che, con il loro lavoro teatrale e la loro popolarità fanno teatro in questo paese con successo. Il primo candidato sindaco a Roma che capirà e sposerà questa mia proposta, sarà per me il sindaco di tutti i romani.