Si celebra oggi, domenica 5 giugno, la 44esima Giornata mondiale dell’Ambiente, quest’anno dedicata dalle Nazioni Unite alla lotta al “traffico di natura” per chiedere tolleranza zero contro i bracconieri, otto specie simbolo – l’orango, la tigre, l’elefante, il rinoceronte, la tartaruga marina, il pangolino, il bucero dall’elmo tra gli uccelli e, per la flora, il palissandro – daranno voce alle 7mila specie a rischio estinzione, vittime del bracconaggio e di furti di risorse della natura nei quattro angoli del pianeta.

Designata nel 1972 dall’assemblea generale delle Nazioni Unite la Giornata mondiale dell’Ambiente vedrà l’Angola ospitare l’evento principale 2016. Sono però diverse centinaia gli appuntamenti in programma nel mondo, Italia compresa, e spaziano dall’allarme rifiuti all’antispreco. Ad esempio, l’Osservatorio ‘Vittori’ sul Monte Cimone, gestito dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) rende pubblici dati storici sull’inquinamento dell’aria.

Dallo stretto di Messina la Lipu ricorda l’importanza della tutela delle specie migratorie: quasi 30.000 rapaci in migrazione sono stati osservati tra aprile e maggio sulle due sponde ed è perciò importante la conferma dell’Operazione Adorno, il servizio antibracconaggio della Guardia Forestale. “L’Italia è campione di biodiversità” rivendica Coldiretti: sono state salvate dall’estinzione anche 130 razze allevate tra le quali 38 razze di pecore, 24 di bovini, 22 di capre, 19 di equini, 10 di maiali, 10 di avicoli e 7 di asini, sulla base dei Piani di Sviluppo Rurale della precedente programmazione. Un patrimonio agricolo che, chiedono gli esperti scientifici del Barilla Center for Food and Nutrition in un appello, va riconciliato con la produzione alimentare sostenibile, includendo l’agro-ecologia nelle strategie di mitigazione e di riduzione del cambiamento climatico.