Hillary Clinton ha violato la legge federale, deve andare in galera“. Alza il tiro e i toni della sua campagna Donald Trump, il miliardario in corsa per la Casa Bianca sotto le insegne dei repubblicani. Parlando a un comizio a San Josè in California, come riferisce il sito della Cnn, ha attaccato duramente l’avversario dei democratici, che aveva usato un account privato per condurre attività ufficiali quando era segretario di Stato. “Gente – ha proseguito -, onestamente, lei è maledettamente colpevole”. Attacchi che sono controbilanciati anche da quelli della Clinton, che il 2 giugno aveva definito Trump “pericoloso” in politica estera e “caratterialmente inadatto” a fare il presidente. A uno così, aveva aggiunto, “non possiamo dare i codici nucleari“.

Che lo scontro si sia alzato di livello lo dimostrano anche le tensioni fuori dallo spazio riservato al comizio nella cittadina della California, Stato nel quale martedì prossimo, il 7 giugno, si terranno le primarie democratiche e repubblicane. Manifestanti hanno lanciato uova contro i supporter del magnate che uscivano dall’incontro, e hanno dato fuoco a una bandiera degli Stati Uniti. I disordini durante i discorsi di Trump stanno diventando sempre più frequenti.

Nel frattempo non si smorzano le polemiche sul caso Salvini-Trump, la querelle sui reali rapporti tra i due, scatenata dai dubbi sulla veridicità di un incontro e della foto che lo attesterebbe. Il caso va avanti da giorni con la stampa che chiede prove inconfutabili e il Carroccio che ne fornisce di poco convincenti. Il punto è che lo stesso Trump in un’intervista a The Hollywood Reporter ha smentito l’incontro che sarebbe tenuto il 25 aprile scorso e che la Lega ha subito sbandierato, forse per accreditarsi un ruolo internazionale. Così è iniziato un giallo politico internazionale dai contorni surreali. L’ultimo capitolo è una girandola di mail che il Carroccio fornisce in dosi omeopatiche perché, sostengono da via Bellerio, la diffusione integrale non è autorizzata dallo staff di Trump.