Matteo Renzi arriva a Bologna per sostenere il sindaco Pd Virginio Merola, in corsa per il secondo mandato, e attacca gli avversari: “Il simbolo dei 5 stelle appartiene al commercialista e al nipote del fondatore, da noi quando qualcuno se ne va c’è un congresso, questa è differenza fra democrazia e dinastia”. La cornice che accoglie Renz è quella della Festa de l’Unità del Lungo Reno: “Noi del Pd abbiamo tanti limiti, ma condividiamo un’esperienza di democrazia interna: discutiamo, talvolta anche troppo, ma il nostro simbolo non appartiene a me o a Bersani o a chi c’era prima di Bersani, ma alla nostra gente, agli amministratori e ai militanti e non buttiamo fuori nessuno”. Il premier ha avuto da dire anche su Matteo Salvini e sull’invito al bombing telefonico contro il Comune che il leader della Lega Nord aveva fatto dopo che la Questura gli aveva negato piazza Verdi per un comizio. “Poi ha sbagliato numero. Secondo me ha anche sbagliato mestiere”. Infine parla di economia, e sugli 80 euro da restituire dichiara: “C’è uno squallido e cinico tentativo di creare il panico sugli 80 euro: quando si va a fare il conguaglio se uno sta sopra non li prende, se sta sotto li prende. Ma il principio è suscitare il panico, far prevalere la paura”