L’appuntamento elettorale di Roberto Giachetti (candidato per il Campidoglio per il Pd) con il segretario del Partito democratico e presidente del Consiglio, Matteo Renzi, va in scena all’Auditorium della Conciliazione a Roma. Non il classico comizio, ma una serata nella quale Renzi veste i panni del presentatore, tra domande e lancio di foto che danno il là ad una conversazione informale con il candidato sindaco, tanto che Renzi dal palco scherza: “Mi sembro Floris, cartello numero…”. Ma durante la serata, il segretario dem, attacca più volte gli avversari ed il M5S è il suo bersaglio preferito: “Giachetti è vicepresidente della Camera, lo fa anche Di Maio, lo puoi fare anche te”. “Io sono credente, ma sono laico e ho fatto la legge sulle unioni civili. Ma questi (i pentastellati, ndr) sono matti. Mangiano il corpo di Grillo, è blasfemia chi va sul palco a fare certe cose come quelle che abbiamo visto a Torino”. Renzi poi ironizza sulle alcune proposte della Raggi, come la ‘funivia’ e il ‘baratto parziale’ di Virginia Raggi (M5s) e sul direttorio che l’affiancherà in caso di elezione a sindaco della Capitale. Poi il leader dem parla di Matteo Salvini (segretario del Carroccio): “Diamo la solidarietà a Giorgia Meloni (numero uno di FdI), perché una che va in campagna elettorale e si trova il sostegno di Salvini che vuole far pagare il raccordo anulare – continua – Salvini poi ha questo rapporto speciale con Donald Trump che gli funziona alla grande”. Giachetti afferma che vorrebbe “ridare alla città di Roma una dose di orgoglio pari a un terzo di quella che Spalletti ha dato alla squadra della Roma. Una squadra che sembrava ridotta alla mortificazione. Se arrivava un po’ prima, potevamo arrivare ancora più su” e confessa che “l”idea di ’06 zero buche’ è di Filippo Sensi (portavoce di Renzi, ndr). Alle 2 e 30 di notte mi arriva un messaggio di Sensi che dice: “Ma zero sei, zero buche?“. Non manca anche una piccola gaffe quando il candidato sindaco del Pd, ricordando il lavoro svolto per l’organizzazione del Giubileo del 2000: “Faceva un caldo della Madonna”