Centrali nucleari chiuse, disagi per i treni, gli autobus e gli aerei. In Francia continuano gli scioperi contro la riforma del lavoro (il cosiddetto Jobs act francese), nonostante i tentativi di trovare mediazioni con i sindacati. “Il governo non torna indietro”, ha detto il premier Manuel Valls in un’intervista al Corriere della Sera. “I francesi amano la rivoluzione, ma bisogna creare le condizioni del compromesso”. Lunedì 30 maggio i sindacati hanno proclamato lo sciopero illimitato per le linee ferroviarie, i controllori di volo hanno invece revocato la protesta in programma dal 3 al 5 giugno dopo le mediazioni con il governo.

Treni – Secondo giorno di disagi sulle linee servite dalla SNCF. Traffico regolare solo per il 40 per cento dei treni che servono la regione parigina, un terzo degli intercity e sei Tgv su dieci.

Metro e bus – Traffico interrotto su 37 linee dei bus, mentre la metro nonostante l’annuncio di sciopero illimitato non presenta particolari disagi. Tre stazioni dei bus sono state bloccate a Asnières, Croix-Nivert (Paris) et Pleyel (Saint-Denis).

Centrali nucleari – Secondo quanto riportato da Le Figaro, sedici centrali su 19 stanno protestando contro la riforma. Lo sciopero è iniziato mercoledì primo giugno alle 21 e la Cgt (il principale sindacato di sinistra) ha chiesto ai dipendenti di interrompere la fornitura di elettricità e gas per i servizi dello Stato e i locali del Medef (Confindustria francese).

Voli – I sindacati francesi dell’aviazione civile hanno revocato l’avviso di sciopero previsto per il fine settimana per protestare contro la riforma del lavoro: è quanto ha riferito il segretario di Stato ai Trasporti, Alain Vidaliès. Oggi, negli aeroporti della capitale, verrà annullato solo il 10 per cento dei voli per la mobilitazione di alcuni addetti aeronautici. I sindacati della Direzione generale dell’aviazione civile (Dgac) avevano depositato un preavviso di sciopero per il prossimo fine settimana, dal 3 al 5 giugno. Indetta nel quadro delle attuali proteste contro la riforma del lavoro la mobilitazione aveva soprattutto lo scopo di chiedere lo stop ai tagli dei controllori di volo e rinegoziare alcune condizioni contrattuali.