Il ristorante di Joe Bastianich nel mirino della guardia di finanza. Come riporta il Corriere della Sera, è stata aperta un’indagine sul locale Orsone di Cividale del Friuli, di proprietà della Bastianich srl. Il giudice di Masterchef non risulta indagato, mentre sono coinvolti due titolari del ristorante e due funzionari dell’ente responsabile della vigilanza sulle aziende agrituristiche. Secondo gli inquirenti, infatti, l’Orsone figurava al fisco come un semplice agriturismo anziché un ristorante di lusso: secondo l’accusa, riporta il Corriere, i proprietari del ristorante hanno ottenuto vantaggi fiscali per circa un milione di euro.

Il locale di Cividale, inaugurato nel 2013 e segnalato dalla guida Michelin, è di proprietà della società Bastianich srl. Ora, riporta il Corriere, la guardia di finanza di Udine ha perquisito le sue sedi legali, nell’ambito dell’inchiesta della procura udinese, aperta dal pm Claudia Danelon. Al momento risultano quattro indagati: due rappresentanti legali della società, Valter Scarbolo e Claudio Rizzi, e due funzionari dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale (Ersa), Marina Boscaro e Mauro Compassi. Per i ristoratori l’accusa è di falso ideologico, per gli altri due omissione d’atti d’ufficio: all’Ersa spetta la vigilanza sulle aziende agrituristiche. Joe Bastianich, fanno sapere gli inquirenti, “al momento non è indagato perché la società risulta far capo a un trust“.

Secondo la ricostruzione della procura, almeno fino al 1 aprile 2015, il locale era dichiarato al fisco come un semplice agriturismo. Con tutte le agevolazioni del caso: secondo gli inquirenti, scrive il Corriere, la Bastianch srl ha potuto beneficiare di vantaggi fiscali per un milione di euro. “Quando sono state presentate le richieste di autorizzazione esistevano i presupposti per svolgere l’attività di agriturismo – ha replicato al Messaggero Veneto l’avvocato Maurizio Miculan, difensore della Bastianich srl – Poi, considerato il flusso di clientela, la società ha ritenuto di aver raggiunto i criteri per passare ad attività commerciale ed è diventata ristorante. L’ipotesi, peraltro ancora non espressamente contestata, di evasione è del tutto infondata, stante il fatto che la società da me assistita ha sempre pagato le imposte dovute per legge”.

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