Dopo tante polemiche e un’allerta massima per il timore di pesanti contestazioni e scontri, è saltato l’appuntamento elettorale organizzato da Matteo Salvini a Bologna in Piazza Verdi, luogo simbolo della zona universitaria e della contestazione studentesca. Ad annunciarlo lo stesso leader della Lega nord in un post sulla sua pagina Facebook: “Sindaco e Prefetto hanno vietato la manifestazione della Lega in piazza Verdi a Bologna giovedì 2 giugno alle 18, impauriti dalle minacce delle zecche rosse dei centri a-sociali. Ma piazza Verdi è dei bolognesi o dei delinquenti? Ma può una intera città essere ostaggio di 100 violenti?”. Salvini, nello stesso post ha comunque garantito che sarà in città, anche se non è chiaro dove si sposterà a questo punto la manifestazione che doveva chiudere la campagna elettorale della candidata sindaco leghista Lucia Borgonzoni.

Per legge la decisione spetta solo al questore. Il capo del Carroccio aveva annunciato giovedì 26 maggio, un po’ a sorpresa, di essere pronto ad andare personalmente in piazza Verdi per dire che “Bologna è di tutti, perché non possono esistere piazze o strade che non sono di tutti”. Subito alle sue frasi avevano fatto eco gli annunci di contestazioni da parte dei centri sociali. Il Cua, il Collettivo autonomo universitario, aveva addirittura annunciato di essere pronto a mettere le tende nell’antica piazza bolognese già dalla sera di mercoledì 1 giugno. Il sindaco Pd Virginio Merola, anche lui ricandidato, aveva messo in guardia il leader della Lega: “Vuole i sanpietrini, non un dibattito libero e democratico”. E aveva interpellato i collettivi stessi: “Chi a sinistra accetta la provocazione di Salvini e usa violenza si renderà complice di Salvini stesso”

La decisione del questore Ignazio Coccia arriva dopo una riunione del comitato per l’ordine pubblico che ha visto tra gli altri la partecipazione del prefetto Ennio Mario Sodano, del questore e del Comune (in questo caso rappresentato dalla Polizia municipale). Merola, appena resa pubblica la notizia del divieto di piazza Verdi, ha tuttavia ribadito che non è di sua competenza autorizzare manifestazioni: “È da una settimana – ha detto il primo cittadino – che Matteo Salvini prova a tirarmi in ballo sulla sua decisione di organizzare un comizio in piazza Verdi. Ha sperato fino all’ultimo che io dicessi di no alla Lega Nord per poi potersi atteggiare a vittima, ma io ho sempre detto che tutti hanno diritto a manifestare il proprio pensiero, in modo civile”.

Salvini è stato il leader nazionale più presente a Bologna in questi mesi di campagna elettorale. Tuttavia già durante la corsa per le regionali del 2014 veniva frequentemente e ogni volta ci sono stati scontri o contestazioni con i centri sociali. A novembre 2015 inoltre, in occasione della manifestazione unitaria in piazza Maggiore con la presenza, oltre a Salvini, di Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, la città era stata blindata e intorno al centro c’erano stati diversi scontri tra collettivi e agenti dell’antisommossa. Ancora poche ore prima del divieto il leader leghista aveva annunciato il suo arrivo in città con queste parole: “Vi aspetto giovedì sera in piazza Verdi, astenersi zecche, spacciatori e perditempo”.