“La prima cosa che chiederei al nuovo sindaco di Roma? Intanto gli augurerei ‘buon lavorò…”. Così Gigi Proietti risponde alla stampa, oggi a margine della presentazione in Campidoglio della nuova stagione del Silvano Toti Globe Theatre di Villa Borghese, al via il 23 giugno con Mariano Rigillo in ‘Lear. La storia‘. “Certo – dice Proietti – al nuovo sindaco chiederei di continuare a tenere aperto il Globe, ma pure di riaprire il Valle. In una città come questa i teatri dovrebbero funzionare, non chiudere. Ma su questo sono un po’ sordi. Si ritiene che la teatralità non sia necessaria, immagino. Oppure non ci pensano, non se ne accorgono proprio. Ma non possiamo manifestare ogni volta che serve qualcosa“. Non solo investimenti per la cultura, però: “Prima gli chiederei di dirci cos’è la cultura, cosa intende, e poi di intervenire“. Per Proietti, c’è bisogno soprattutto di “un progetto. Veltroni, ad esempio – dice – riaprì i teatri di cintura. Stavano funzionando, poi all’improvviso li hanno chiusi tutti. Ci ha pensato Tronca a riaprirli, ma ora se ne deve andare”. E poi, prosegue, “ci sono le buche, l’immondizia. Io chiederei: la riaprite Malagrotta? Molti romani non sanno nemmeno cos’è. Ma sono cose parallele, vanno fatte tutte insieme. Le buche per esempio – conclude – sono tante. Io suggerivo di metterci pure una targhetta con la data accanto, perché ci puoi fare la storia di Roma attraverso le buche