Il sindaco ha sbattuto i pugni sul tavolo ripristinando la legge: nessun veicolo doveva più essere parcheggiato sulla spiaggia (foto). L’opposizione, però, non ci sta: nonostante una serie di servizi rendano ormai fruibile l’arenile a tutti i cittadini, chiede di rimuovere il divieto di sosta per le auto a pochissimi metri dal mare, in barba a qualsiasi norma e regolamento. È un vero e proprio paradosso quello andato in scena a Marina di Palma, frazione del comune di Palma di Montichiaro, in provincia di Agrigento. Qui, fino alla scorsa estate, i cittadini avevano sviluppato l’insana pratica di parcheggiare auto, moto e persino furgoni direttamente sull’arenile, praticamente a ridosso della battigia: una sorta di parcheggio marittimo, dove turisti e avventori dovevano fare slalom tra le vetture per un tuffo a mare.

Un’abitudine, quella di lasciare le auto in sosta sulla spiaggia, che non era cambiata nemmeno dopo l’arrivo delle motovedette dei carabinieri per multare e ordinare la rimozione dei veicoli abbandonati sul litorale. Ed è per questo motivo che, ad un certo punto, il sindaco di Palma di Montichiaro, Pasquale Amato, aveva deciso di porre un freno a quella situazione. “Non ho fatto niente di che – dice – semplicemente ho fatto rispettare la legge”. L’accesso all’arenile per le auto, dunque, è stato bloccato con tanto di catena, mentre nuovi parcheggi alternativi sono stati creati lontani dalla spiaggia, collegati con il litorale grazie a navette gratuite del Comune. Risultato? “Per i primi giorni – spiega sempre il sindaco di Palma – i cittadini erano talmente inferociti che non prendevano neanche la navetta per andare in spiaggia: si rifiutavano di andare al mare quasi per orgoglio”. E poi? “Poi semplicemente si sono accorti che era stato restituito loro un bene straordinario come è l’accesso al mare senza ostacoli: si sono resi conto che è molto meglio lasciare l’auto nei parcheggi e prendere le navette, anche perché così anche gli abitanti di altre città adesso si fermano con piacere, mentre prima scappavano verso la vicina spiaggia di San Leone alla vista della fila di veicoli in sosta. Hanno capito, insomma, che la nostra spiaggia non ha nulla da invidiare ad altre più famose, come quella di San Vito Lo Capo”. Tutto risolto dunque? Ma neanche per idea.

Perché con l’estate 2016 alle porte, ecco che in consiglio comunale si è materializzata una sinistra mozione: a depositarla il consigliere d’opposizione Rosario Bruna, che chiede al sindaco di “ripristinare il parcheggio delle auto nella zona ovest del lungomare e precisamente nello spiazzale antistante la sede del club nautico”. Il motivo? “Sul posto – dice Bruna – si sono create diverse attività, alle quali non si può non riconoscere il coraggio di avere investito nel nostro paese”. In pratica un ritorno al passato in piena regola, che il sindaco Amato bolla come “un modo subdolo per pescare qualche voto: ma noi non indietreggeremo di un centimetro”. D’altra parte il primo cittadino ha dalla sua anche il parere della Capitaneria di porto. “Sulla spiaggia non si può parcheggiare: è vietato dall’articolo 1161 del codice della Navigazione e la sanzione amministrativa va dai 103 ai 619 euro”, spiega, infatti, il comandante della capitaneria Massimo Di Marca, al Giornale di Sicilia. “Tra l’altro – continuava – un eventuale pronunciamento del consiglio comunale in favore o contro il posteggio a Marina di Palma sarebbe inutile anche perché il demanio marittimo non è di sua competenza”. A Marina di Palma, insomma, possono mettersi l’anima in pace: andare con l’auto direttamente sulla spiaggia non sarà più consentito. Come peraltro avviene in qualsiasi altra località balneare.