Nuova puntata di Critical Max, la rubrica fissa del critico cinematografico Massimo Bertarelli che recensisce per ilfattoquotidiano.it quattro film in uscita nelle sale italiane.

Si comincia con “Alice attraverso lo specchio”, il sequel di “Alice in Wonderland” di Tim Burton e lungometraggio di James Bobin, con Johnny Depp, Anne Hathaway, Mia Wasikowska: “Si vede subito che il film non è di Tim Burton, che comunque lo produce, perché è nettamente inferiore al precedente. Belle scenografie, bei costumi, stessi attori: Johnny Depp si produce in un numero indecifrabile di smorfie e certe volte è davvero irritante“.

Bertarelli commenta poi “Fräulein – Una fiaba d’inverno” di Caterina Carone, con Christian De Sica e Lucia Mascino: “Questa è davvero una bella sorpresa. In una delle prime scene si vede Christian De Sica col colbacco che prende una scivolata pazzesca sul ghiaccio e uno pensa che si tratti dell’ennesima versione di “Vacanze di Natale”. E invece poi tutto cambia, perché si tratta di una favola surreale, di una storia di amicizia e quasi di amore fra De Sica e Lucia Mascino, che è davvero una brava attrice, anche se non più giovanissima”.

E’ poi il turno dell’ultimo lavoro di Pedro Almodóvar, “Julieta”: “Almodóvar è sempre un genio, anche nei momenti bui. Gli ultimi suoi film, per la verità, non erano un granché, ma con questo si riscatta alla grande, anche se devo dire con sorpresa che a molti critici di Cannes il film non è piaciuto. Il regista è davvero bravissimo a descrivere gli umori, le malinconie, le tristezze dei suoi personaggi. Insomma, film toccante, che commuove e, volendo, fa anche piangere”

Ultimo film recensito è “Pelè” di Michael e Jeff Zimbalist, biografia del celebre goleador brasiliano: “Il film è incentrato soprattutto sull’infanzia e sull’adolescenza di Pelè nelle favelas vicino a Rio e arriva fino alla vittoria della Coppa del Mondo del ’58, in cui lui esplose a 17 anni. Sono un appassionato di calcio e in questo film ho trovato un sacco di svarioni. Innanzitutto, i cartellini rossi e gialli che si vedono nelle scene relative al 1958 furono, in realtà, introdotti nei Mondiali del 1970, guarda caso vinti anch’essi dal Brasile di Pelè. In più, nella finale Svezia-Brasile dei Mondiali del ’58 non affatto vero che era favoritissima la Svezia, come afferma il film, ma al contrario lo era il Brasile, che infatti vinse facilmente per 5 a 2. E allo spettatore viene fatto credere che la vittoria fu per 5 a 1, cioè il secondo gol della Svezia non viene affatto nominato. In ogni caso, è un film passabile anche per i non appassionati

Regia di Samuele Orini, testo di Gisella Ruccia, collaborazione di Simona Marfè