Bancarotta, abusivismo finanziario e costituzione fittizia di capitale sociale. Sono questi i reati contestati agli indagati in una inchiesta delle procure di Lecco e Milano che questa mattina hanno portato all’arresto dell’ex sindaco di Como Stefano Bruni, (ex Forza Italia e Pdl in carica fino 2012) del patron del Calcio Lecco Daniele Bizzozero, titolare di una concessionaria auto a Cermenate. L’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Milano è stata notificata dagli uomini della Guardia di Finanza. In tutto sono cinque i destinatari del provvedimento. 

L’indagine risale al marzo del 2014, quando era stato arrestato per peculato, Daniele Santucci, storico patron di Aipa società incaricata da oltre 800 Comuni sparsi in tutta Italia di riscuotere i tributi locali. “Il metodo per sottrarre denaro alle casse dei Comuni era semplice: due conti corrente intestati fittiziamente alla società, ma non inseriti nella contabilità, sui quali confluiva – si legge in una nota delle Fiamme Gialle – il denaro proveniente dalla riscossione e dai quali il Santucci attingeva secondo propria
necessità”.

Il danno causato dagli arrestati ad Aipa, alla quale è stato revocato nei giorni scorsi il concordato preventivo a causa delle gravi distrazioni effettuate dagli amministratori a ridosso della richiesta della procedura concorsuale, e Mazal, della quale è stata riconosciuta, sempre dal Tribunale Fallimentare di Milano, l’insolvenza fraudolenta, ammonterebbe almeno a 150 milioni di euro.

Secondo le indagini Virgilio Luigi, manager “che avrebbe dovuto traghettare Aipa fuori dalla situazione in cui si trovava a causa della precedente gestione, salvare l’attività di riscossione dei tributi di circa 1200 Comuni e centinaia di posti di lavoro, ha invece continuato a drenare risorse pubbliche anche per mezzo di fatture pagate per consulenze di importi rilevanti“. Con Aipa in stato di “ pre fallimento” Virgilio, senza una trattativa pubblica, aveva conferito i contratti di riscossione degli enti locali alla Mazal, società neo costituita, il cui capitale sociale. Ed è proprio per costituire il capitale sociale di quest’ultima società (18 milioni di dollari americani in titoli emessi dalla Jp Morgan rivelatisi privi di valore alcuno così come fasulle sono risultate essere due polizze fideiussorie per 10 milioni di euro) che Virgilio si era rivolto a Bruni e Bizzozzero.

Secondo gli inquirenti i due hanno svolto un ruolo “attivo nella intermediazione, contrattazione ed
acquisto dei titoli (incassando tra l’altro centinaia di migliaia di euro per consulenza/intermediazione) introducendo Demers Johannus, faccendiere olandese stabilitosi a Lugano, che in una banca estera detiene centinaia di milioni di titoli Jp Morgan descritti.