Tra le società vincitrici dei lotti della gara di appalto per lo smaltimento delle ecoballe accatastate in Campania spunta un’azienda coinvolta nell’inchiesta della Procura di Potenza sul centro oli di Viggiano, quella che tocca anche l’Eni e che ha provocato, tra l’altro, le dimissioni del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. Si chiama Ecosistem, ha sede a Lamezia Terme, in Calabria, e fa capo all’amministratore Salvatore Mazzotta. L’impresa, in raggruppamento temporaneo con Econet, ha ottenuto dalla Regione Campania l’aggiudicazione del lotto numero 4. Riguarda il trasporto e lo smaltimento di 81.525 tonnellate di cubi di immondizia – ciascuno di essi pesa circa una tonnellata – accatastati in due diversi siti: Masseria del Pozzo, a Giugliano, in provincia di Napoli, dove ce ne sono 65.050 tonnellate, e depuratore di Marcianise, in provincia di Caserta, dove giacciono da anni 16.475 tonnellate. Importo complessivo del lotto: 12.228.750 euro. L’azienda di Lamezia Terme ha vinto in virtù di un ribasso del 3,153%, che equivale ad uno sconto di 381.000 euro e, secondo quanto ha pubblicato sul suo sito internet il parlamentare del Movimento 5 Stelle Salvatore Micillo, ha indicato come siti di destinazione e di smaltimento delle ecoballe due impianto a Lamezia Terme ed uno in Portogallo.

OTTIMA TEMPA Una bella notizia, quella della vittoria dell’appalto, per la società calabrese. Rovinata, però, dal fatto che, proprio in concomitanza con l’aggiudicazione definitiva della gara, che risale al 7 aprile, l’impresa è finita sulle cronache dei quotidiani locali e nazionali che davano conto dell’inchiesta Tempa Rossa. Dalle carte dei magistrati, infatti, nell’ambito del filone di indagine che verte sul trasporto e sullo smaltimento dei reflui del centro oli di Viggiano avviato dalla Procura potentina già nel 2015, sono trapelati anche i nomi di Salvatore Mazzotta, Rocco Antonio Aversa ed Antonio Curcio, rispettivamente amministratore delegato, dirigente e responsabile dell’area logistica dell’azienda di Lamezia Terme. L’ipotesi degli inquirenti è che i rifiuti pericolosi prodotti dal centro oli di Viggiano ed affidati ad Ecosistem siano stati smaltiti illecitamente nei depuratori di Gioia Tauro e Bisignano, gestiti dalle società Iam e Consuleco. Il meccanismo utilizzato per sversare i reflui del centro oli in impianti che non erano adeguati a trattarli sarebbe stato – questa la tesi della Procura – quello di cambiare i codici che classificano i rifiuti stessi, in maniera da simulare che fossero non pericolosi e non necessitassero di particolari e costosi trattamenti presso impianti specializzati. Tesi, quella dei magistrati, che l’amministratore delegato di Ecosistem ha respinto con un comunicato ufficiale. “Per quanto ci riguarda – ha scritto – non c’ è stata violazione di legge o smaltimento illecito. Il codice al rifiuto lo attribuisce per legge il produttore e la pericolosità è stabilita dalle analisi chimiche di caratterizzazione dello stesso, effettuate dai laboratori su commissione del produttore. Le analisi sono poi verificate dagli impianti di destino finale. Ecosistem nella fattispecie è solo appaltatore – trasportatore”.

MILIONI MILIONI Sarà naturalmente il prosieguo dell’inchiesta a stabilire se abbiano ragione gli inquirenti potentini o l’amministratore di Ecosistem. Nell’attesa, la Regione Campania ha già proceduto, il 4 maggio, anche all’emanazione del decreto dirigenziale di aggiudicazione definitiva dell’appalto. “Non sono emersi elementi ostativi”, recita il provvedimento firmato da un dirigente di Palazzo Santa Lucia. Complessivamente, il bando per lo smaltimento delle ecoballe campane vale 118.469.100 euro. Sono stati assegnati cinque degli otto lotti messi a gara. Per tre di essi non sono pervenute offerte. Il governatore Vincenzo De Luca, che sulla rimozione delle piramidi di cubi di immondizia accumulatisi negli anni dell’emergenza si gioca una carta molto importante, in termini di consenso, ha fretta e vuole che le operazioni comincino al più presto. Entro la fine di maggio o, al più tardi, la prima metà di giugno, dovrebbe iniziare lo svuotamento di 200.000 ecoballe depositate a Villa Literno, in provincia di Caserta. Questo appalto è stato assegnato al raggruppamento Vibeco – BM Service – Sirio Ambiente & Consulting. E vale complessivamente circa trenta milioni di euro.