Analisi dell’esito delle presidenziali austriache e riflessioni sulla situazione della destra europea: sono i temi sui quali dibattono il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, e la candidata sindaco al Campidoglio, Giorgia Meloni, entrambi ospiti di Otto e Mezzo, su La7. Scanzi espone un riassunto del curriculum di Norbert Hofer, il candidato di estrema destra che ha ottenuto il 49,7% dei voti, Meloni invita a non sottovalutare quel risultato. La leader di Fratelli d’Italia osserva: “Non conosco la storia di Hofer, come la conosce Scanzi, però dobbiamo fare i conti visto che è stato votato da un sacco di gente. Anche in Francia la Le Pen rischia di vincere le presidenziali perché è molto diversa da come è raccontata dalla solita ‘intellighenzia’. Anche a me capita di essere narrata così”. Scanzi precisa: “Nessuno pensa che tutti quelli che abbiano votato Hofer siano neonazisti. Anzi, per esempio, il dato che il 70% degli operai lo abbiano votato fa capire che la politica tradizionale ha perso un po’ di contatto con la realtà. Ma ci sono delle differenze profonde tra la destra austriaca e quella italiana. In Austria è successa una cosa assolutamente improponibile da noi, perché qui i Verdi neanche esistono. E non solo” – continua – “In Europa, come negli USA, la forza antisistema è incarnata dalla destra più o meno estrema. In Italia c’è invece un’anomalia profonda tutta nostra: ciò che è antisistema è incarnato innanzitutto dal M5S che può piacere o meno, ma è sicuramente post-ideologico, non è di destra, o non solo di destra, e, fino a prova contraria, democratico”. E aggiunge: “La situazione porta la destra attuale italiana a una marginalità che, a sua volta, la spinge ad avvicinarsi a quelle forze che in Europa si giocano davvero il potere. Quindi, una sorta di effetto ‘rosicamento’: penso a Hofer e alla Le Pen, a cui si è avvicinato Salvini. Io non ricordo negli ultimi anni una tornata elettorale con la destra e il centrodestra così marginali”. Il giornalista snocciola vari esempi di candidati sindaco per il centrodestra e conclude: “Quello che è successo in questo ventennio berlusconiano ha lasciato delle macerie, indubbiamente sul Paese, ma anche sul centrodestra. E l’importanza del M5S le sta togliendo una centralità che vorrebbero avere Salvini e la Meloni