Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con decreto ministeriale datato 20 maggio 2016 n. 313, rende nota la pubblicazione del bando di concorso nazionale per l’ammissione dei Medici alle scuole di specializzazione. Ed ecco la sorpresa per le centinaia di colleghi che, viste le magagne concorsuali delle prime due competizioni nazionali, si aspettavano un concorso più equo, meritocratico e alla portata di tutti.

C’è da chiedersi dopo quasi tre anni dal primo concorso nazionale se questo bando, con queste precise modalità di svolgimento e questi criteri di selezione, non venga modificato per pigrizia delle Istituzioni competenti o per favorire gli interessi che alcune associazioni di categoria nutrono nella formazione pre-concorsuale. Dunque, bando fotocopia dei precedenti: “Nessuna modifica di rilevante importanza predisposta né, tantomeno, presa in considerazione. Un Ministero sordo e presuntuoso ha volutamente ignorato ogni forma di criticità resa manifesta dal Coordinamento Mondo Medico (CMM), associazione che maggiormente ha rappresentato i giovani medici in questa battaglia”, afferma la Dott.ssa Maja Fedeli (Portavoce Nazionale del Coordinamento Mondo Medico).

La suddetta associazione si è battuta da subito e da sempre per un concorso più dignitoso senza ombre di alcun tipo. “Il Miur – prosegue Fedeli – ha sistematicamente ignorato i suggerimenti forniti al fine di migliorare le modalità di svolgimento”. Ricordiamo la campagna di raccolta firme promossa dal Cmm per chiedere al Miur che fosse abolita l’autocertificazione del Curriculum Vitae, la cui veridicità non è mai stata verificata da parte degli organi ministeriali deputati a farlo e citati nel bando di concorso. E ancora la campagna di raccolta firme, promossa sempre dal Cmm, per l’ottenimento di una Sede Unica dove svolgere un concorso equo e quanto più meritocratico, dove tutti i candidati siano sottoposti alle medesime misure di sorveglianza.

Questo bando è l’ennesima presa in giro per migliaia di colleghi che da mesi si battono per avere un concorso di specializzazione trasparente, con regole chiare e scevro da qualsivoglia magagna, disguido facilmente prevedibile o favoritismo di sorta! Ancora una volta assistiamo alla presa di posizione di un Ministero cieco e strafottente, perfettamente inserito in una cornice tutta italiana che ormai da anni caratterizza lo scenario globale, in cui i soliti poteri si muovono nell’ombra e stabiliscono regole universali, non curanti del danno psico-sociale, lavorativo ed economico arrecato ai più.

Proprio qualche giorno fa in Sicilia, a Palermo, in occasione della presentazione del suo libro Sottosopra, l’On. Davide Faraone ha dichiarato “dobbiamo cambiare passo su molti fronti come burocrazia, infrastrutture e sanità e dobbiamo farlo in fretta, smettendo di utilizzare il nostro Statuto per difendere privilegi”, mentre il ministro Maria Elena Boschi lo consacrava erede indiscusso dell’attuale governatore siciliano, Rosario Crocetta.

In verità, il Miur e il sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, On. Faraone, non hanno alcun interesse a migliorare il sistema, anzi sembra che l’intento sia esattamente quello di lasciarlo critico come lo vediamo. Meglio spendere migliaia di euro in ricorsi piuttosto che ammettere l’esistenza di un sistema fallace!

Tre anni non sono ancora bastati per adeguarci agli altri paesi europei, si è stati troppo impegnati nel saccheggiare ancora dentro le tasche dei cittadini italiani e nel futuro della classe medica.

Nonostante i medici concorrenti siano riusciti, grazie alle battaglie del Coordinamento Mondo Medico, ad ottenere che i contratti non assegnati l’anno scorso venissero aggiunti ai 6.000 del 2016 – come dimostrano le 6.133 borse messe a bando quest’anno – sono molti i medici che annunciano già adesso, prima dello svolgimento del concorso, di intraprendere iniziative durissime di ogni tipo e in ogni sede volte all’inserimento delle modifiche richieste nonostante il disinteresse del Miur ad avere un concorso trasparente e corretto.

“Abbiamo fino all’ultimo minuto utile lottato affinché il Ministro prendesse in esame le nostre proposte” conclude la Dott.ssa Fedeli. E’ doveroso, pertanto, continuare a lottare per vietare a queste Istituzioni di estinguere quel poco di onestà e serietà che caratterizza ancora i medici che non lasciano il nostro paese per trovare dignità e correttezza in altri paesi dell’unione europea.