Maria Elena Boschi risponde a Alessio Grancagnolo, lo studente universitario di giurisprudenza che il 13 maggio durante un incontro con la ministra presso l’Università di Catania critica nel merito e nel metodo la campagna del governo per il Sì al referendum costituzionale di ottobre (VIDEO). Punto per punto, la Boschi ribatte alle accuse di Alessio, a partire dalla legittimità del Parlamento, “che ha votato questa riforma con una maggioranza ben più ampia di quella restituita dal premio di maggioranza previsto dal Porcellum”. La ministra difende l’iniziativa governativa: “E’ stata prevista dai padri costituenti”, spiega citando la commissione Terracini. E aggiunge: “Il Presidente Napolitano diede l’incarico a Renzi chiedendo di formare un governo che riprendesse la riforma costituzionale e elettorale. Intenzione poi esplicitata di fronte al Parlamento quando Renzi disse: “Mi auguro di essere l’ultimo Presidente a chiedere la fiducia al Senato”. Pesi e contrappesi non la preoccupano. “Non è questo il ruolo del Senato”, spiega, dichiarando che non c’è rischio di derive antidemocratiche. Perché i contrappesi rimangono: “Una Corte Costituzionale la cui indipendenza è garantita dalla sua elezione, il Presidente della Repubblica con le sue prerogative, il referendum abrogativo. Ma anche l’indipendenza della magistratura, la libertà di stampa“. Quanto al nuovo sistema elettorale, la Boschi risponde che si tratta di “una legge maggioritaria molto più garantista di altre”, e fa l’esempio di quella presente nel Regno Unito. Da ultimo, sulla “personalizzazione del referendum”, chiosa: “Rivendico il cambiamento di mentalità politica: se ci abbiamo messo la faccia non sarebbe serio fare finta di niente se l’esito fosse negativo”