“Il premier Renzi in questo momento ha un solo interesse: vincere il referendum costituzionale in programma il prossimo autunno. E il fatto di avere un giornale di centrodestra che può portare elettori di centrodestra a votare sì alle riforme gli può fare solo piacere”. Così il direttore de il Fatto Quotidiano Marco Travaglio, ospite a “Otto e mezzo” (La7) insieme al neo direttore di Libero, Vittorio Feltri, commenta proprio questo avvicendamento alla guida del giornale di proprietà del deputato di Forza Italia, Antonio Angelucci. La cronaca racconta più o meno questo: l’ex numero uno del quotidiano, Maurizio Belpietro, era infatti ostile alle riforme costituzionali del governo. “Feltri – dice Travaglio – è stato il primo a dichiarare che le riforme che stava facendo Renzi erano la naturale prosecuzione dell’esperienza berlusconiana. Ma io ne faccio un problema editoriale: è Angelucci che ha fatto un favore a Renzi, perché, a sua volta, ne ha già ricevuti tanti tra cui la possibilità di spalmare su 10 anni il debito di 15,7 milioni di euro che deve restituire al Dipartimento per l’editoria della presidenza del Consiglio dei ministri che delibera i contributi pubblici al giornali. Il tutto restando in Forza Italia e questo ci dovrebbe far pensare se sia vero o no il divorzio tra Verdini e Berlusconi“. Affermazione a cui replica Maria Teresa Meli, giornalista del Corriere delle Sera: “Questa tesi che Renzi stia favorendo un giornale per portare voti a un referendum mi sembra risibile, io mi comprerei Canale 5“.  “Ma Confalonieri – replica Travaglio – è già dalla parte di Renzi che si autoinvita nelle trasmissioni Mediaset“. “C’hai l’ossessione di Renzi“, ribatte la Meli. “E’ Renzi ad essere ossessionato dall’informazione e dal controllo sull’informazione”, conclude Travaglio