A meno di venti giorni dalle amministrative, la Guardia di finanza ha eseguito una serie di perquisizioni e ha notificato avvisi di garanzia a dirigenti del Comune di Cosenza, professionisti e imprenditori. Corruzione e abuso d’ufficio sono le ipotesi di reato sulle quali indagano i magistrati della Procura che stamattina hanno inviato le fiamme gialle negli uffici comunali per acquisire atti in merito ad alcune gare d’appalto eseguite dall’amministrazione guidata dal sindaco uscente Mario Occhiuto che si è ricandidato con Forza Italia.

Il Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza sta cercando di ricostruire i rapporti tra l’amministrazione Occhiuto e alcune ditte che sarebbero state favorite nelle gare d’appalto. Gli inquirenti adesso dovranno analizzare le delibere e gli affidamenti di alcuni lavori. Il sindaco Occhiuto al momento non risulta tra i destinatari degli avvisi di garanzia. Nel registro degli indagati, invece, è finito il suo capo di gabinetto Carmine Potestio, ma anche il dirigente Domenico Cucunato, l’ingegnere Carlo Pecoraro, gli imprenditori Francesco Amendola e Antonio Amato e il responsabile della ditta Medlabor Antonio Scarpelli.

A proposito di quest’ultimo, già da gennaio si sapeva che la guardia di finanza stava indagando sulla gestione delle luminarie da parte del Comune di Cosenza che in tre anni, dal 2012 al 2015, ha speso circa 700mila euro. Luminarie non solo natalizie, ma anche per le feste patronali affidate sempre alla stessa azienda, la Medlabor. All’epoca, intervistato da una radio locale, il sindaco Occhiuto aveva parlato di un complotto nei suoi confronti da parte dei suoi oppositori politici. La vicenda era finita anche sul Tg1. “È il solito schema – aveva affermato Occhiuto – fanno prima una denuncia, sulla base della quale scattano i doverosi controlli della finanza e della magistratura; poi utilizzano la stampa locale cercando di strumentalizzarla e infine, grazie a qualche amico, fanno riprendere la cosa dai media nazionali. Cercando pure di intimidire e strumentalizzare la magistratura con qualche ricattatore locale. Prendo nuovamente atto che questi sono i metodi dei nostri avversari”.

E nel merito, il sindaco uscente ricandidato con Forza Italia aveva anche fatto il paragone anche con la città del governatore della Campania Vincenzo De Luca (Pd): “La vicenda in sé è quasi ridicola perché ci si chiede come mai siano stati utilizzati 700mila euro quando in altre città come Salerno si spendono 4 milioni all’anno solo per le luci di Natale. E in una città come la nostra dove solo qualche anno fa si spendeva mezzo milione di euro esclusivamente per l’artista a capodanno, o 900mila per Battiato per una sola serata al Rendano (il teatro di Cosenza, ndr), o centinaia di migliaia di euro per pochi minuti di fuochi d’artificio. I fornitori oltretutto sono pochissimi sulla piazza perché si tratta di lavori molto specialistici con prestazioni artigianali ed artistiche. C’è qualcuno che tenta insistentemente di farci fuori con i soliti metodi, perché sa che non riuscirebbe diversamente”.