Amore e guerra. E tanto sex appeal se ad esserne coinvolti sono due campioni di fascino come Charlize Theron e Javier Bardem. Sono loro le star protagoniste di The Last Face di Sean Penn, oggi in concorso a Cannes, in cui interpretano due medici senza frontiere che sopravvivono, operano e si innamorano nel mezzo dei conflitti africani. Tra i più attesi alla vigilia del Festival, il film ha parecchio deluso le aspettative, collocandosi non solo tra i più brutti visti in competizione ma anche della filmografia stessa del regista/attore americano. Si tratta infatti di un lungometraggio carente di coerenza interna narrativa e registica, quasi fosse una pellicola più volte interrotta e poi ripresa in fase di lavorazione.

La notizia dei parecchi “buuuu” che sono seguiti alla proiezione della stampa mattutina deve essere arrivata alle orecchie di Penn che in conferenza stampa si è mostrato per lo più imbronciato. Certo, il tema del film non poteva dare adito a sguardi lievi e facili sorrisi, ma raramente si era visto un Sean Penn così rabbuiato. Impegnato umanitariamente anche nella vita, il regista ha comunque dissociato il proprio contributo alla causa dei rifugiati da questo suo film. “Era una storia che mi ha toccato e ho deciso di trasformarla in film quando mi è stata proposta dai produttori. Mi interessava l’intersezione di una storia d’amore in un contesto di guerra “di campo” come quello; l’idea del soggetto mi suggeriva tante domande e io credo siano sempre più importanti le domande che non le risposte quando ci si imbarca in un progetto creativo. Ovviamente poi spero che quanto verrà mostrato nel mondo aiuti a sensibilizzare l’opinione pubblica su queste situazioni emergenziali, che ormai appartengono al nostro immaginario collettivo grazie ai media”.

Da parte degli attori, che a causa della mediocrità del film non riescono ad offrire interpretazioni convincenti, c’è la convinzione che i loro personaggi non siano i veri nuovi eroi del nostro tempo. Specie per Javier Bardem secondo il quale “i veri eroi oggi sono quelli che sopravvivono con salari fatiscenti e devono nutrirvi i propri figli”. I medici d’emergenza in regioni di guerra restano tuttavia delle figure dall’aura eroica, quasi romantica e indubbiamente tanto Javier quanto Charlize ne sono rimasti affascinati. Sull’attrice sudafricana, che ha “giocato” in casa, l’ex fidanzato Sean Penn ha profuso parole di stima, nonostante le turbolenze che hanno accompagnato la loro love story: “Quando ho riletto la sceneggiatura, che era pronta da tempo, ho visto Charlize nel personaggio di Wren. E insieme a lei, immediatamente dopo, ho visto Javier Bardem. Ha dato una grande performance io amo le grandi interpretazioni”. Cast e troupe sono stati coadiuvati da squadre di esperti e medici specialistici “ma quando eravamo nella giungla di notte e dovevamo salvare vite umane erano tutti scomparsi, al punto che ci sembrava non stessimo girando un film!” esclama la Theron visibilmente emozionata.

Controverso anche l’altro titolo concorrente di giornata, The Neon Demon del regista cult danese Nicolas Winding Refn. Ambientato in una Hollywood implacabile sul mondo delle aspiranti e giovanissime modelle, si propone come horror sanguinario e disturbante. Sicuramente eccessivo nella ricerca di un formalismo fra il trash e il cool, il film è comunque una potente metafora sulla Bellezza che diventa erotica e pericolosa. “Io non sono bello fisicamente, e volevo fantasticare su come ci si sente ad essere belli.. Per questo ho voluto avvicinare il concetto di Bellezza pura. Hollywood è appunto eroticamente bellissima” ha dichiarato l’autore danese accompagnato a Cannes dalla protagonista 18enne Elle Fanning.