“Capirsi”, dentro a un carcere, attraverso il linguaggio dell’arte. Settanta opere – tra dipinti, disegni, installazioni tessili, origami e fotografie – per liberare l’arte da pregiudizi e raccontarla al grande pubblico. A proporre una mostra – aperta da domani fino all’aprile 2017 negli spazi espositivi di via Settembrini 7 a Milano – è  l’Associazione Boscovich Arte e Salute, in collaborazione con lo Studio Medico Boscovich e la direzione del carcere di San Vittore. L’esposizione “Sprigioniamo l’arte. Creatività al femminile nel carcere di San Vittore” è ideata e curata dal direttore artistico dell’Associazione Caterina Corni. “Arte e cultura – commenta Giorgio Gottardi, socio fondatore dello studio Boscovich– possono aiutare il medico, inteso come figura professionale, a sviluppare un approccio più umano nei confronti del paziente, restituendogli dignità e rispetto nella sua sofferenza. L’arte, in definitiva, come semplice ma potente strumento di terapia”.

La mostra conclude un progetto che negli ultimi mesi ha approfondito le dinamiche dell’espressione artistica femminile all’interno del carcere, grazie al coinvolgimento di circa 70 donne: dalle detenute alle figure professionali che vi lavorano, come arte terapeute e funzionarie giuridico pedagogiche. La mostra documenta l’attività di cinque laboratori del penitenziario milanese – maglia, sartoria, pittura, laboratorio di riciclo creativo del Centro diurno per detenute affette da patologia psichica e dell’Istituto a custodia alternata per detenute madri – portandone alla luce attitudini artistiche e comportamentali. Perché la creatività, quella che contraddistingue ciascuno rendendo liberi di sognare, può nascondersi anche tra le zampe di una piccola rana di carta o tra gli intrecci colorati di un gomitolo di lana.

L’inaugurazione è in programma oggi, 17 maggio, dalle 19 con ingresso libero: verrà proiettato un video che racconta in esclusiva il progetto nella sua interezza, rivelando il work in progress che ha portato alla realizzazione dell’esposizione.