Un uomo del Massachusetts è diventato il primo uomo degli Stati Uniti a essere sottoposto a trapianto di pene, al termine di un intervento durato 15 ore. È quanto riportato dal New York Times, su cui si legge che l’operazione è stata eseguita fra l’8 e il 9 maggio e che l’organo è stato prelevato da cadavere.

Il paziente, 64 anni, aveva subito l’amputazione a causa di un tumore, che avrebbe potuto ucciderlo. Intervistato nella sua stanza in ospedale, Manning ha dichiarato di essersi sottoposto all’intervento perché voleva “tornare a essere quello di una volta”, aggiungendo di sentirsi bene e di non avere sentito molto dolore dopo l’operazione.

“Siamo cautamente ottimisti – dice il dottor Curtis L. Cetrulo, il chirurgo plastico e ricostruttivo che ha guidato l’equipe che ha lavorato su Manning -. Per noi è un territorio inesplorato”,. Quello di Manning è il terzo trapianto di pene mai eseguito nella storia: gli altri due sono stati compiuti in Cina nel 2006 e in Sudafrica nel 2014. Il primo è fallito, mentre il secondo ha avuto successo e ha anche consentito al paziente di diventare padre.

La procedura usata negli Stati Uniti è sperimentale e fa parte di un programma di ricerca il cui fine ultimo è di aiutare i veterani che hanno riportato gravi ferite all’area pelvica, i malati di cancro e le vittime di incidenti. – Se tutto andrà come previsto, ha detto ancora Cetrulo, nel giro di alcune settimane Manning dovrebbe essere in grado di ritrovare le piene funzionalità urinarie, mentre per quanto riguarda quelle sessuali le tempistiche si tratterà di qualche mese al massimo. “Se avrò fortuna, tornerò a essere il 75% di quello che ero una volta. Prima ero al 10%”, ha detto Manning. “Non mi avevano fatto alcuna promessa, era questo l’accordo”, ha aggiunto.