Il presidente Juan Manuel Santos lo ha definito “il più grande sequestro di droga della storia” e “un colpo ai criminali“. La polizia colombiana ha sequestrato otto tonnellate di cocaina, che era stata nascosta in una piantagione di banane nella città costiera nordoccidentale di Turbo. Secondo la polizia la droga apparteneva al clan di narcos Usuga. Tre persone sono state arrestate e altre tre sono riuscite a fuggire. Una tonnellata e mezzo di cocaina era già impacchettata e pronta per essere esportata. Secondo il ministro della Difesa, Luis Carlo Villegas, “è stato il più grande sequestro di cocaina sul territorio colombiano, sebbene ci siano stati sequestri leggermente superiori in mare”.

Il governo ha inoltre raggiunto un accordo coi guerriglieri colombiani delle Farc, che si sono impegnati a rilasciare tutti i combattenti sotto i 15 anni. L’intesa è stata raggiunta durante le trattative di pace in corso a Cuba. Secondo le Forze armate rivoluzionarie della Colombia, al momento sono 21 i minori di 15 anni che si trovano negli accampamenti guerriglieri.

I dettagli per la loro restituzione alla vita civile saranno definiti nei prossimi 15 giorni, ma è già stato stabilito che non saranno ritenuti penalmente responsabili. In base all’accordo, è previsto il ritorno dei minori nelle famiglie di origine con un programma di reinserimento a scuola e tutela della loro privacy. Si lavora anche a definire la situazione dei ragazzi fra i 15 e i 18 anni per i quali è previsto il reinserimento, ma per loro l’indulto sarà applicato solo nei casi “in cui non vi è impedimento da parte della legge colombiana“. Si prevede che dopo la firma dell’accordo finale di pace tutti i minori che verranno processati rimarranno a disposizione della Giurisdizione speciale per la pace. Al momento non vi sono dati ufficiali sul numero di minori reclutati dalle Farc.