Nemmeno il tempo di festeggiare lo scudetto, conquistato a un passo dal cinquantesimo compleanno della squadra, che per il Dhl Modena Volley, Campione d’Italia, si apre una nuova sfida. Trovare, cioè, il milione di euro necessario a iscriversi al prossimo campionato. Un paradosso per un team che si è guadagnato, in appena 12 mesi, non solo la coppa più importante di tutte, quella, appunto, del campionato nazionale, ma anche la Supercoppa italiana e la Coppa Italia. Eppure, i soldi per tornare in campo e affrontare la stagione 2016 – 2017 non ci sono. Così, dal palco della vittoria, la presidentessa dei gialloblù Catia Pedrini si è rivolta a tifosi e appassionati, lanciando una campagna di crowdfunding online. Un’iniziativa che non ha precedenti per portata nel mondo sportivo, e che in poche ore ha già raccolto oltre 41.000 euro tramite il sito web noisiamolasquadra.com. Ma il traguardo è ancora lontano. E il tempo è tiranno.

“Il Modena Volley ha bisogno di 1 milione di euro, lo so, è una cifra enorme – spiega Pedrini a IlFattoQuotidiano.it– e il 31 maggio scadono i termini per iscrivere la squadra al campionato quindi, entro il 30 maggio, abbiamo bisogno di una risposta di tutti coloro che lo vorranno fare secondo le proprie possibilità. Affrontare un campionato di serie A, spiega Pedrini, costa circa 3,5 milioni di euro l’anno. “Un milione proviene dalle vendite di biglietti e abbonamenti, 1,5 milioni li troviamo grazie agli sponsor, ma per il 2016-2017 manca ancora 1 milione. In questi anni abbiamo raccolto il denaro tramite altri sponsor, e l’anno scorso é arrivata Dhl, ma non basta. Serve un altro sponsor simile per mandare avanti il Modena Volley a questi livelli, o magari uno sforzo da parte delle imprese del territorio. Da qui l’idea del crowdfunding”. Per rendere economicamente stabile la squadra coinvolgendo tifosi e appassionati, ma anche per chiedere un segnale ad aziende e imprenditori del polo produttivo modenese, insomma. “La squadra, con i suoi successi, é patrimonio di tutti”.

L’appello è già stato raccolto dal comune di Modena, che ha rilanciato la campagna annunciando lavori al Pala Panini, tempio dei gialloblù, e sostegno al crowdfunding. Ma tra i tifosi c’è chi auspica l’intervento di qualche testimonial d’eccezione, come lo chef modenese 3 stelle Michelin Massimo Bottura. “Sarebbe incredibile non vedere in campo il prossimo anno il Modena Volley, una delle pochissime squadre italiane in grado di mettere a segno un triplete”, dicono i tifosi sul web. Un triplete, cioè il tris Supercoppa, Coppa Italia e scudetto, impresa riuscita precedentemente solo alla celebre Sisley Treviso, nel corso della stagione 2003 – 2004 e poi in quella successiva, 2004 – 2005.

Chi aderisce al crowdfunding, infatti, può donare dai 10 euro, ai 45 euro, ai 50, e poi a salire fino ai 5.000 euro. In cambio, abbonamenti, gadget, magliette, per arrivare all’inserimento del proprio nome sulla porta d’accesso del campo da gioco, con tanto di certificato di membro onorario della squadra. Ma per raggiungere la cifra necessaria a mantenere competitivo il Modena Volley, la squadra di pallavolo più titolata d’Italia, serve uno sforzo imprenditoriale, o uno sponsor che si aggiunga a Dhl. “Per questo abbiamo scelto di chiedere aiuto a chiunque ami i gialloblù – spiega Pedrini – il Modena rappresenta la storia della pallavolo italiana, è un patrimonio di tutti, emiliani e non, è un bene collettivo da salvaguardare”.

Fondata nel 1966 a Modena, già all’epoca considerata ‘culla’ della pallavolo, la squadra in 50 anni si è conquistata più di un primato, e non solo per via del numero delle coppe guadagnate, 39 in tutto, nazionali e internazionali. Ad esempio, è la più veloce ad aver scalato le classifiche pochi anni dopo la sua prima partita, passando dalla serie C alla serie A in appena 24 mesi, per poi diventare, per la prima volta, durante la stagione’69 – ’70, campione d’Italia. Nonostante i titoli, però, tra cui le 4 Coppe dei Campioni/Champions League o le 12 Coppe Italia, racconta Pedrini, per essere al top servono risorse. “E il crowdfunding è un sistema che in passato, nel mondo sportivo e non, è già stato collaudato e consolidato in diverse situazioni”.

“Il nostro obiettivo è quello di restare ancora competitivi, garantire un futuro stabile e costruire una grande squadra. E perché no, questa operazione potrebbe diventare propedeutica a un tipo di azionariato popolare”.