In un programma stravolto dal maltempo, gli Internazionali di Roma scelgono i quattro finalisti. Con oltre tre ore di ritardo a causa della pioggia battente che ha reso impraticabili i campi del Foro Italico, il primo a guadagnare l’accesso ai match per il titolo è stato Andy Murray, che in finale sfiderà Nole Djokovic uscito vincitore da una splendida battaglia contro il giapponese Kei Nishikori dopo tre set risolti solo al tie-break. Tra le donne, la finale sarà tutta statunitense: Serena Williams sconfigge Irina-Camelia Begu e a contenderle la vittoria finale sarà la connazionale Madison Keys. La talentuosa semifinalista degli Australian Open 2015 è stata abile a fermare la testa di serie numero 3 Garbine Muguruza, che nei primi quattro incontri non aveva mai perso un set.

Djokovic cerca il tris – Ha dovuto sudare, ma alla fine l’ha spuntata e domenica pomeriggio potrà cercare il tris in riva al Tevere. Novak Djokovic vince una una battaglia aspra, in salita ma alla fine risolta come al solito in proprio favore contro il giapponese Kei Nishikori, battuto anche nei quarti a Madrid. Il serbo si impone 2-66-4, 7-6 al termine di un match spettacolare e bellissimo che incanta il Centrale. Se dovesse vincere contro Murray, battuto anche lui in Spagna una settimana fa, Nole arriverebbe a quota 30 Master 1000 conquistati in carriera. Si crea l’opportunità dopo un avvio in salita, tra medical time out per un problema al piede e il break 3-1 per il giapponese. Un vantaggio guadagnato e difeso fino al 6-2 dall’allievo di Chang. Ma nel secondo, dopo il 4-4, il numero uno al mondo non spreca la decima occasione di strappare il servizio e pareggia i conti tra i boati di un Centrale entusiasmato da una sfida senza esclusione di colpi. Il testa a testa prosegue in un palpitante terzo set che supera in tensione e spettacolarità la già gradevolissima sfida con Nadal nei quarti. La sfida si decide dopo 3 ore e 2 minuti al tie-break con l’ennesima rimonta di Djokovic: sotto 3-1, il serbo rientra fino al 3-3 e approfitta di due errori del giapponese (doppio fallo e dritto finito in rete) per salire sul 6-3 e gestire il vantaggio fino al 7-5. Pugni al cielo e ancora una sfida con Murray per prendersi il titolo di re di Roma.

Murray a valanga su Pouille – In appena 59 minuti, al netto delle interruzioni dettate dalla pioggia, Andy Murray passeggia contro Lucas Pouille e conquista la finale al Foro Italico. Lo scozzese si sbarazza del numero 52 al mondo, arrivato in semifinale da ripescato e giocando appena due match giocati, con un perentorio 6-2 6-1 che fotografa l’andamento dell’incontro, chiuso con un ace centrale. Non c’è mai stata partita: Murray ha condotto dalla prima palla senza concedere possibilità di break a Pouille, apparso nettamente inferiore all’avversario. Una superiorità che tornerà utile allo scozzese in vista della partita per il titolo alla quale arriverà fresco. Oltre alla semifinale agevole, infatti, il numero 2 al mondo ha finora chiuso tutti i match sul 2-0 giocando appena 8 set e concedendo 17 game agli avversari. Pouille può consolarsi con i 177mila euro guadagnati e le 21 posizioni scalate nel ranking che gli varranno una testa di serie al Roland Garros. Per Murray si tratta invece del miglior risultato nel Master 1000: finora non era mai andato oltre la semifinale, conquistata e persa con Djokovic nel 2011.

Keys supera Muguruza – Decisamente più combattuto il faccia a faccia tra Garbine Muguruza e Madison Keys. La spunta la  statunitense, alla terza finale in carriera, al termine di una battaglia durata quasi due ore. Ci sono voluti 57 minuti per assegnare il primo set, risolto dal tie-break dalla 21enne di Rock Island, abile a gestire in maniera migliore i momenti di tensione mentale. Muguruza, arrivata in semifinale senza aver perso un set, ha invece pagato un servizio tutt’altro che perfetto (56% di prime e 5 doppi falli) e l’aggressività dell’avversaria, autrice di 20 colpi vincenti. Le difficoltà sono proseguite anche nel secondo: dopo aver provato una reazione tenendo botta alla Keys fino al sesto game, la spagnola ha ceduto nel suo turno di battuta. Da quel momento alla statunitense, quest’anno mai oltre i quarti conquistati a Miami ma capace di battere due Top 10 al Foro Italico, è bastato tenere il servizio (concesso solo nel quinto gioco del primo set) per chiudere sul 6-4 dopo una clamorosa interruzione per pioggia, la terza, quando la Keys era a due punti dalla vittoria.

Serena domina Begu – Durano un set le resistenze di Irina Camelia Begu contro Serena Williams. Sul Centrale, l’americana centra la quarta finale romana ma deve sudare durante il primo set. La romena, arrivata nei quarti a Madrid e capace di esprimere un bel gioco anche al Foro Italico, impegna notevolmente la numero 1 al mondo con la complicità di una giornata non perfetta di Serena. Il match è andato via con continui break da una parte e dall’altra: al quarto ribaltone, la Begu è sotto 4-3 ed è lo strappo decisivo per il 6-4 dopo oltre un’ora di gioco a causa dei continui stop dettati dalla pioggia. Anche nel secondo si parte con un servizio rubato, questa volta dalla romena che va sull’1-0 ma poi crolla. Da quel momento la Williams domina e vince 6 game di fila guadagnandosi la finale contro la connazionale Keys.