Nuovo appuntamento con il critico cinematografico Massimo Bertarelli, che nella sua consueta rubrica “Critical Max” recensisce i film in uscita questa settimana nelle sale italiane.

Si parte con “Pericle il nero” di Stefano Mordini, con Riccardo Scamarcio e Marina Foïs. “E’ uno strano film, ma interessante” – commenta Bertarelli – “E’ stato presentato al Festival di Cannes fuori concorso. La storia, molto malinconica, triste, cupa e ossessiva, è tratta da un romanzo nero ed è incentrata su Pericle Scalzone, interpretato molto bene da Riccardo Scamarcio. Il protagonista del film è il fattorino di un boss della camorra in Belgio, che ha il compito di picchiare per punizione chi sgarra. Il film è violento più nella trama che nelle scene, non so se può piacere a tutti“.

Secondo lungometraggio analizzato è “The Boy”, di William Brent Bell, con Lauren Cohan e Rupert Evans: “Qui siamo a cavallo tra horror e giallo, con un pizzico di paranormale. Di sicuro, si tratta di un film un gradino, e forse più, al di sopra di tutti gli altri horror, sia per la qualità delle immagini, sia per la storia che tiene quasi fino in fondo. La protagonista è una babysitter che crede di essere assunta per accudire un bambino, ma poi scopre che si tratta di una bambola molto particolare: ha strani poteri, si muove, si sposta, insomma fa una paura boia“.

Si passa poi a “Wilde Salomé”, diretto e interpretato da Al Pacino, che riprende il controverso dramma di Oscar Wilde, “Salomè”: “Questo film è una scommessa temeraria, ma anche vinta da Al Pacino, che si tuffa in questa impresa, fondendo documentario, cinema e teatro. Lui si cala in tre ruoli, la Salomè del titolo è interpretata da una bellissima Jessica Chastain. E’, insomma, un film, a dir poco, bizzarro ma ha il suo fascino“.

Ultimo movie commentato da Bertarelli è “La sposa bambina”, film yemenita di Khadija Al-Salami: “Questa è una storia tragica, anche per lo spettatore, perché il film è parecchio noioso, anche se fa muovere le budella. Siamo nello Yemen, dove ci si può sposare anche in tenera età: la protagonista del film è una bambina di 10 anni, che i poverissimi genitori hanno voluto far sposare a un riccone. La bimba si rivolge poi al giudice perché vuole divorziare. Il lungometraggio è molto lento, ma è sicuramente un pugno nello stomaco

(Regia di Samuele Orini, testo di Gisella Ruccia, collaborazione di Simona Marfè)